Discarica di calcinacci finisce sotto sequestro

9 Aprile 2021

Scatta l’accusa di gestione illecita di rifiuti nei confronti di un imprenditore edile Su un’area di due ettari scaricati inerti senza permessi e impermeabilizzazione

CASALBORDINO . Gestione illecita di rifiuti. È l’accusa contestata al titolare di un’impresa edile di Casalbordino. I carabinieri del Nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf), diretti dal tenente colonnello Marco Santilli, con i colleghi della stazione carabinieri forestale di Vasto hanno sequestrato un’area di circa due ettari in località Casalbordino stazione, in cui venivano raccolti e trattati rifiuti inerti in assenza di autorizzazione. Il titolare aveva presentato un progetto alla Regione ma non aveva ancora ultimato i lavori a tutela dell’ambiente: secondo l’accusa, l’area non era stata impermeabilizzata né le acque piovane venivano convogliate in canali.
L’area era stata adibita allo stoccaggio e al trattamento di grossi quantitativi di rifiuti a ridosso di una ex cava. Materiale residuo che l’azienda trasformava poi per il riutilizzo senza autorizzazione. I militari hanno scoperto che mancava il titolo abilitativo. «Il valore dei beni sequestrati», spiega il comandante provinciale del gruppo carabinieri forestali, il tenente colonnello Tiziana Altea, «può essere stimato in circa 250mila euro. All’indagato è stato contestato l’articolo 256 comma 1 del codice dell’ambiente, che prevede la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro per chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione».
Da tempo, i carabinieri forestali stanno compiendo un’accurata mappatura dell’area costiera con periodiche verifiche. Diverse le segnalazioni arrivate al nucleo investigativo. E alcune riguardavano proprio l’area sequestrata ieri. Così, gli uomini di Santilli hanno deciso di fare una verifica e sono subito emerse le irregolarità.
La legge parla chiaro: i titolari di imprese o i responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato i rifiuti o li immettono nelle acque superficiali o sotterranee vanno puniti con pesanti sanzioni e nei casi più gravi, l’arresto. Il blitz fatto ieri mattina non sarà l’unico: è in corso una campagna di controllo a largo raggio sulla corretta gestione dei rifiuti inerti, con particolare attenzione ai siti ricadenti all’interno di ex cave ed a ridosso delle aste fluviali. Controlli e ispezioni saranno fatti anche con gli elicotteri. Ogni forma di inquinamento produce un dannoso effetto domino.