Discarica di Serre, bonifica dopo 25 anni

La giunta dice sì al maxi intervento: «Meno spese per i cittadini e stop ai danni ambientali a causa di gas e percolato»
LANCIANO. L'intervento di bonifica della discarica di Serre fa un altro passo avanti. A 25 anni dalla chiusura è stato approvato in giunta nei giorni scorsi il primo lotto funzionale per la bonifica e messa in sicurezza permanente dell’ex discarica di Serre, il cui costo ammonta a 699.723 euro, somma finanziata con fondi comunali finalizzati. Entro l'anno dovrebbe essere bandita la gara d'appalto. L'impianto, la cui chiusura diede il via alla realizzazione della discarica di Cerratina, da sempre è una spina nel fianco delle amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1995 ad oggi. Non solo la discarica di Serre ha accolto, dal 1970, ogni genere di rifiuto indifferenziato, da quelli pericolosi ai rifiuti ospedalieri, ma continua a produrre effetti sull'ambiente e sulle tasche dei cittadini. Il progetto iniziale di bonifica era stato approvato già nel 2013 e stabiliva la messa in sicurezza operativa della discarica con un sistema per gestire le emissioni di gas metano nell’atmosfera, migliorare la gestione del percolato e “incapsulare” il sito in modo da risultare finalmente inoffensivo. L’ex discarica è difatti ancora “reattiva”, con la produzione di percolato che a causa delle pareti non più impermeabili penetra nel terreno, e di gas, di cui il 40% è costituito da metano. Ogni anno Palazzo di città deve prevedere 80mila euro in bilancio per prelevare e smaltire il percolato in eccesso. L'intervento è stato suddiviso in tre lotti. A darne notizia i consiglieri comunali di Progetto Lanciano, Arturo Di Corinto, Gabriele Paolucci, Michele Ucci e Paola Zulli che esprimono soddisfazione per un intervento per cui il gruppo civico si batte da anni. «Ambiente e salute dei cittadini», sottolineano i consiglieri, «sono i principi fondamentali del nostro movimento e su questi temi non ci siamo mai risparmiati. L’ingente costo di manutenzione della ex discarica, sostenuto in questi anni, e il cospicuo impegno economico per la relativa bonifica, ci insegnano che il modello rifiuti uguale discarica non è più percorribile. Le discariche, anche a distanza di anni dalla chiusura, continuano a produrre effetti nocivi all’ambiente circostante, rappresentando una vera e propria sottrazione di territorio. Per uscire da un modello di gestione dei rifiuti che vede ancora i vecchi sistemi di smaltimento troppo utilizzati, parlare solo in termini di raccolta differenziata non basta. Occorre aumentarne la qualità, ma soprattutto investire negli impianti innovativi, puntando su un’adeguata rete impiantistica a servizio del recupero di materia. Questo traguardo è stato raggiunto grazie all’unità di intenti di tutta la maggioranza, con in testa il sindaco Mario Pupillo».

