Discarica in fiamme, sospetti sul dolo

Sopralluogo dei carabinieri alla terza vasca sequestrata a marzo. Perito della Procura analizza i rifiuti di fuori regione
CUPELLO. Il sospetto è che qualcuno abbia scavalcato il recinto per appiccare il fuoco ad alcune ecoballe, ma le telecamere installate all’ingresso della discarica non potranno essere d’aiuto agli inquirenti perché non funzionano. La pista più credibile, in ogni caso, resta quella dell’incendio doloso, a meno che i vigili del fuoco non giungano a conclusioni diverse, anche se l’autocombustione è difficilmente ipotizzabile tenuto conto delle condizioni climatiche e delle insistenti piogge precedenti al rogo. Sono alla ricerca di elementi utili alle indagini i carabinieri del Noe che hanno compiuto un nuovo sopralluogo nella discarica del Civeta andata a fuoco per la terza volta domenica mattina. A dare l’allarme sono stati alcuni residenti preoccupati per le fiamme, il fumo nero e l’odore acre che si sprigionavano dall’invaso posto sotto sequestro lo scorso marzo nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla magistratura vastese in seguito all’esposto presentato da Augusto De Sanctis. Le indagini sono finalizzate a fare luce sulla quantità di rifiuti extraregionali conferiti nella discarica gestita dalla Cupello Ambiente e sulla loro tipologia. Su quest’ultimo aspetto è in corso una perizia da parte di un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) nominato dalla Procura.
Molte le reazioni che si stanno registrando in queste ore sull’ennesimo rogo della discarica e sul silenzio dell’amministrazione comunale di Cupello, oltre a una serie di legittime perplessità sulla mancata adozione di dispositivi di sicurezza. «Siamo preoccupati, e non poco, per l’ennesimo incendio che ha interessato la terza vasca del Civeta», commenta la sindaca di San Salvo, Tiziana Magnacca, «preoccupati perché è paradossale poter anche immaginare come, dopo le piogge di questi ultimi giorni, possa prendere fuoco, per autocombustione, la vasca non utilizzata già da tempo e posta sotto sequestro. Abbiamo provveduto a chiedere spiegazioni sull’accaduto. Siamo fiduciosi nelle indagini finora svolte dalla magistratura di Vasto e nel lavoro dei carabinieri del Noe di Pescara. Siamo in attesa dei risultati dell’inchiesta, ma occorre che si faccia chiarezza sui poteri di controllo da parte del Civeta verso i gestori della discarica. Tutto questo per la sicurezza e la salute dei cittadini che, giustamente, sono disorientati su quanto sta accadendo».
Non crede all’ipotesi dell’autocombustione neanche il Partito comunista. «Sentiamo puzza di immondizia mafiosa nel fumo che si è levato domenica mattina», affermano gli esponenti politici, che sottolineano «il silenzio assordante delle istituzioni e delle forze politiche della comunità di Cupello, che dura da troppi anni, e che deve oggi concludersi assieme alla mercificazione della salute dei cittadini cupellesi e degli altri comuni vicini. Chiediamo trasparenza rispetto ai conferimenti, chiarezza sul rapporto che la società che gestisce l’impianto ha avuto con le istituzioni locali in questi anni; e su quali misure intenda assumere il neo sindaco Graziana Di Florio per tutelare la salute dei cupellesi». Per Camillo D’Amico, Marco Antenucci e Angelo Pollutri della lista Insieme per Cupello «rimangono attuali le proposte formulate durante un consiglio comunale straordinario e finalizzate ad aprire una interlocuzione diretta con la Procura per verificare la possibilità di poter conferire i rifiuti comunali e del territorio». Ed infine Azione Civile. Il Movimento fondato dall’ex magistrato Antonio Ingroia, parla di «scenario desolante» e fa proprio il commento del Comitato per la difesa del comprensorio oggetto di »sconcertanti attacchi».
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