Discarica, ok all’ampliamento Rischio emergenza scongiurato

28 Luglio 2024

Il tribunale amministrativo respinge la richiesta di sospendere i lavori nell’impianto di Cerratina Ranieri: «Senza questi interventi da dicembre problemi per i Comuni soci e per tutto l’Abruzzo»

LANCIANO. Possono andare avanti i lavori di ampliamento alla discarica di Cerratina, di proprietà della società pubblica e partecipata dai Comuni soci, Ecolan spa. Il giorno dell’incendio alla piattaforma, lo scorso 19 luglio, si è discusso al Tar di Pescara il ricorso al provvedimento autorizzativo dell’ampliamento, in via di esaurimento, di ulteriori 394mila metri cubi. Ad opporsi è la società Villa Felicia rsl di Mozzagrogna, che aveva chiesto la sospensiva del provvedimento, rigettata tuttavia dal giudice che ha fissato un’altra udienza a settembre. Ma senza sospensiva i lavori possono cominciare.
«Una buona notizia», commenta il presidente Ecolan Massimo Ranieri, «visto che, senza nuovi spazi per conferire in discarica, a dicembre saremmo entrati in emergenza, non solo per quanto riguarda i Comuni soci ma per l’intero Abruzzo». Cerratina è l’unica discarica pubblica rimasta nel territorio regionale ma, spiega Ranieri, «ormai va considerata come un impianto industriale vero e proprio, non un buttatoio. Abbiamo massima fiducia nei giudici», commenta sulla sentenza, «ma ritengo che non possano essere messi sullo stesso piano interessi privati e interessi pubblici, di tutta la collettività».
La particella coinvolta nella realizzazione della quarta vasca di Cerratina, autorizzata dalla Regione e che ha ottenuto il via libera del comitato Valutazione impatto ambientale (Via) e del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), era già asservita a discarica secondo quanto stabilito nel Piano regolatore di Lanciano. L’ampliamento dovrà essere concluso entro l’anno per non incorrere in emergenza. Lo spazio servirà a gestire i rifiuti dei soci e dello scarto dell’indifferenziato, i cosiddetti “sovvalli”, materiale reso inerte e che non produce più cattivo odore né è in grado di provocare rischi di matrice ambientale. La vita della discarica in questo modo potrebbe allungarsi di altri 10 anni. Nel frattempo saranno completamente operativi l’impianto di compostaggio e il biodigestore, in modo da essere completamente autonomi sul fronte del ciclo integrato dei rifiuti.
Intanto in piattaforma, dopo il rogo che ha devastato alcuni macchinari di selezione multimateriale, c’è stato il sopralluogo del perito che ha già autorizzato bonifica e smaltimento del materiale bruciato. «Ecolan non si ferma», assicura Ranieri, «e siamo in grado di smaltire il materiale misto (plastica e metalli, ndc) grazie al supporto di altri impianti di Ortona e San Salvo». La struttura colpita dalle fiamme era stata inaugurata nel 2017 e costò circa 3,5 milioni di euro. I danni subiti, a una prima stima, ammonterebbero a oltre un milione di euro.
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