Discarica rifiuti e inceneritore La minoranza boccia i piani

CUPELLO. «L’amministrazione Marcovecchio ha perso l’occasione per lanciare un segnale forte sull’ambiente, il pericolo è che Cupello e il suo territorio diventino la Terra dei fuochi del Vastese»....
CUPELLO. «L’amministrazione Marcovecchio ha perso l’occasione per lanciare un segnale forte sull’ambiente, il pericolo è che Cupello e il suo territorio diventino la Terra dei fuochi del Vastese». Prefigura scenari apocalittici la lista civica Il Cambiamento, compagine che fa capo al consigliere comunale Camillo D’Amico.
L’occasione per indirizzare forti critiche al sindaco Manuele Marcovecchio e alla maggioranza di centrodestra è il recente consiglio comunale che prevedeva tra i punti in discussione due ordini del giorno presentati dal gruppo consiliare di opposizione. Il primo chiedeva di deliberare la contrarietà del Comune di Cupello all’impianto per il trattamento di rifiuti speciali tossici e nocivi con annessa discarica sul territorio di Furci. Il secondo proponeva la revoca di due delibere approvate durante la gestione dell’ex sindaco democratico Angelo Pollutri che candidavano Cupello ad ospitare un termovalorizzatore. Su entrambi i punti il consiglio comunale ha deliberato all’unanimità i documenti della maggioranza, uno dei quali impegna il sindaco a sottoscrivere la propria contrarietà all’impianto di Furci.
Nonostante tutto l’opposizione è fortemente critica. «Rispetto alla mozione sull’inceneritore si ritiene che l’amministrazione Marcovecchio abbia perso l’occasione per dire un no chiaro e definitivo alla speculazione economica sull’ambiente e sulla salute dei cittadini», sottolinea il gruppo consiliare Il Cambiamento, «aver usato abili giochi di parole non scioglie i dubbi che Cupello possa essere presto preda di comitati d’affari, disposti a tutto per il proprio tornaconto economico e la propria sete di potere. Resta forte il rischio che l’identità storica della cittadina, fatta di agricoltura di qualità e di bellezza del paesaggio, venga irrimediabilmente calpestata. La sola promessa di qualche posto di lavoro in più non deve mai essere la giustificazione per la svendita del presente e del futuro di intere generazioni». (a.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

