Discariche abusive nel bosco-riserva Scatta la denuncia
Trovati materiale tossico e resti di tentativi di incendi Leonzio: a Punta Penna rifiuti in un pendio verso il mare
VASTO. Discariche abusive. Paolo Leonzio, responsabile dell’associazione Ambiente e cultura ha inviato un esposto alla Procura di Vasto e per conoscenza al prefetto di Chieti, Antonio Corona, sul moltiplicarsi di rifiuti in aree protette. La denuncia riguarda in particolare la presenza di discariche abusive nella riserva del Bosco di don Venanzio e nella riserva di Punta Aderci. «Nel bosco di don Venanzio la situazione è la stessa denunciata il 16 dicembre 2016, anzi è peggiorata con l’aumento di materiale tossico e dai resti di continui tentativi di incendio. Il maggior pericolo», afferma Leonzio, «è sotto il ponte dell’A14 dove sono stati accumulati mobili, pneumatici, manufatti in eternit, contenitori di vernici. Altre discariche simili si trovano all’interno della riserva. Le piene del Sinello hanno trascinato gran parte del materiale al mare», denuncia il responsabile di Ambiente e cultura.
Altra nota dolente è la riserva di Punta Aderci. «In località Punta Penna», scrive Leonzio alla Procura, «c’è una discarica di materiale vario difficile da recuperare perché la zona è in discesa. Il pendio è inaccessibile. Dopo una recente frana è spuntato in superficie un tubo di cemento di 40 centimetri di diametro tranciato di netto e sporgente dal pendio. È un pericolo per tutti i frequentatori della spiaggia sottostante», denuncia Leonzio. Il dirigente dell’associazione ambientalista ha inviato ai magistrati anche una nutrita documentazione fotografica. «Anche la situazione della Riserva era stata denunciata al Comune il 12 dicembre scorso ma è seguito il silenzio», lamenta Leonzio invitando i cittadini che vogliono contrastare il malvezzo delle discariche abusive a collaborare. La stagione estiva è alle porte e la salute del mare dipende anche dal rispetto dei corsi d’acqua e dell’ambiente circostante. Il pattume trascinato dai fiumi a valle è un danno che l’associazione Ambiente e cultura vuole evitare chiedendo l’intervento delle autorità preposte.
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