Discariche fuorilegge Il Comune va in procura

5 Gennaio 2016

I cumuli di detriti e inerti a cielo aperto sono stati scoperti a Sant’Antonio Abate Il sindaco Lapenna: «Indizi utili a risalire agli autori e a perseguirli penalmente»

VASTO. Bidoni, detriti, inerti e rifiuti di ogni genere. C’è di tutto nelle due discariche abusive scoperte in località Sant’Antonio Abate, nei pressi del recinto della ex caserma militare e in via Luci, in prossimità del ponte dell’autostrada. L’abbandono sul territorio di materiale che andrebbe smaltito secondo le modalità previste dalla legge ha spinto l’amministrazione comunale a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Vasto e a segnalare la presenza delle due discariche al comando di polizia municipale. «In seguito al sopralluogo che ho compiuto insieme ai funzionari dell’Ufficio ecologia ho constatato la presenza di rifiuti lapidei, elettronici e di varia natura gettati abusivamente in barba alle leggi e alla civile convivenza», racconta lo stesso sindaco, Luciano Lapenna, «dall’esame dei rifiuti sono emersi chiari indizi che possono far risalire agli autori del fatto. Pertanto ho presentato immediatamente e senza indugi un esposto alla Procura della Repubblica di Vasto e una denuncia al locale comando di polizia municipale al fine di risalire all’identità dei colpevoli e poterli perseguire penalmente. È inaccettabile», rimarca il primo cittadino, «che qualcuno possa pensare di rovinare l’immagine della nostra città con atteggiamenti incivili e contrari alla buona educazione e al rispetto delle regole. Come amministrazione siamo in prima linea nella lotta contro i reati ambientali e perseguiremo con severità, nel rispetto delle leggi, chiunque si renda responsabile di atti contro il decoro urbano e la civile convivenza. Invito tutti i cittadini a segnalare alle autorità competenti le discariche abusive e denunciare i colpevoli», conclude Lapenna.

Quello dei rifiuti abbandonati a cielo aperto è da sempre uno dei principali crucci dell’amministrazione comunale che, per la bonifica dei siti, non ha esitato a stipulare nel 2014 una convenzione con i Baschi azzurri Abruzzo Onlus, che è poi finita nel mirino della magistratura. Nei mesi scorsi il Noe ha sottoposto a sequestro preventivo due mezzi in dotazione all’associazione e messo sotto inchiesta una quindicina di persone tra amministratori e funzionari comunali. I reati ipotizzati dal procuratore capo Giampiero Di Florio sono abuso, falso e violazione del testo unico sull’ambiente (decreto legislativo 152 del 2006) che obbliga chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti alla prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione all’albo nazionale dei gestori ambientali.

Mentre l’indagine va avanti per accertare se l’associazione ha le carte in regola per sostituirsi alle ditte specializzate, l’amministrazione comunale si appresta a estendere il servizio di raccolta differenziata porta a porta alla Marina, quartiere rimasto finora escluso dal servizio. In questi giorni gli uffici comunali sono alle prese con l’acquisito di mastelli, sacchetti e bidoni che prenderanno il posto dei cassonetti disseminati lungo la riviera, meta quotidiana dei “pendolari dei rifiuti”, cioè di quei cittadini che, pur di non separare il pattume in casa, non esitano a caricarsi le buste in macchina per depositarle nei contenitori della Marina. La nuova modalità di raccolta dovrebbe prendere il via a febbraio, stando al cronoprogramma messo a punto dalla Pulchra, la società partecipata del Comune. L’obiettivo è raggiungere la percentuale del 65% di differenziata prevista dalla legge.

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