Discoteca abusiva scoperta al Lido Riccio

Scatta la sospensione dell’attività imprenditoriale dopo le carenze riscontrate in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro
ORTONA . Una discoteca abusiva a due passi dal mare. È stata scoperta domenica sera dai carabinieri nel corso di un controllo in località Lido Riccio di Ortona: è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale a seguito delle irregolarità riscontrate dal Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Chieti. Al blitz hanno partecipato anche i militari della locale compagnia e del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Pescara.
La chiusura è stata disposta nel bel mezzo di una serata danzante con tanto di dj set: i numerosi clienti sono stati fatti uscire. L’attività, infatti, non risulta in possesso dell’autorizzazione necessaria per proporre eventi del genere, peraltro pubblicizzati tramite pagine Facebook e Instagram, con una ripetitività tale da fare escludere la occasionalità e la temporaneità degli intrattenimenti.
I militari del Nil hanno scovato una serie di gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro, a partire dalle mancate informazioni ai dipendenti sui rischi per la salute legati all’attività portata avanti. I lavoratori non hanno ricevuto neppure un’adeguata formazione attraverso corsi specifici. A tutto ciò si aggiunge l’omesso aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi, obbligatorio per ogni impresa, che ha la finalità di individuare tutte le misure da adottare per prevenire e contenere gli infortuni e le malattie professionali. Inoltre non è stato nominato il responsabile dei lavoratori per la sicurezza. Complessivamente, nei confronti dell’amministratore unico della società sono scattate sanzioni per oltre 12.000 euro. La normativa prevede anche la denuncia alla procura della Repubblica.
«Ci teniamo a scusarci per aver interrotto in anticipo la musica», è il messaggio apparso sulla pagina Instagram del locale, «per motivi indipendenti dalla nostra volontà. Recupereremo molto presto, più forti e determinati di prima e nel rispetto delle regole».
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