Dissesto, dal Pd esposto contro Di Primio

16 Maggio 2023

I dem attaccano la vecchia giunta: i giudici contabili sono chiari, ha speso tanto senza realizzare nulla

CHIETI. Un esposto alla Procura della Corte dei conti per «colpa grave» sul dissesto economico-finanziario del Comune di Chieti. È quanto sta valutando il Partito democratico che, con il segretario regionale e senatore Michele Fina e il capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci, non hanno intenzione di «lasciare soli gli amministratori comunali di fronte a una situazione che, non noi, ma la Corte dei conti ha definito ingestibile. E lo ha fatto con riferimento a date precise che coincidono con i 10 anni della precedente amministrazione. Per questo stiamo valutando un esposto alla Procura generale della Corte dei conti perché accerti le responsabilità del dissesto a Chieti».
In conferenza stampa, ieri mattina al Caffè Vittoria, ad ascoltare Fina e Paolucci c’erano il sindaco Diego Ferrara, gli assessori comunali del Pd Chiara Zappalorto ed Enrico Raimondi e i consiglieri comunali Filippo Di Giovanni, capogruppo Pd, Barbara Di Roberto, Paride Paci e Alberta Giannini. Quest’ultima ha preso la parola per attirare l’attenzione sull’«altro dissesto causato dalla precedente amministrazione che pesa su quello comunale, vale a dire quello della società pubblica Teateservizi». Mentre l’amministrazione di Ferrara si appresta a decidere se dichiarare dissesto o fare ricorso contro la sentenza, il Pd regionale scende in campo per puntare i riflettori sulle cause del dissesto, forte delle 115 pagine della Corte dei conti in cui viene bocciato il piano del Comune per rientrare dal debito trovato e in cui si ripercorre anche il passato.
«I fattori genetici dell’attuale disequilibrio», dice la Corte, iniziano «a delinearsi dal 2012 con un ulteriore aggravamento negli anni 2017-2018 innescando una dinamica negativa viziosa, che ha compromesso anche l’organizzazione amministrativa del Comune degli strumenti che avrebbero dovuto supportare la corretta programmazione e attuale azione del piano di riequilibrio». In base a questo assunto il Pd valuta l’esposto contro i precedenti amministratori, «in ragione», dice Paolucci, «delle colpe gravi che sono insite nel documento della Corte dei conti. Le argomentazioni che ha utilizzato la Corte non lasciano dubbi: le responsabilità del grave dissesto economico e finanziario sono originarie e originate tutte nell’amministrazione di centrodestra di Umberto Di Primio, che in 10 anni ha affossato questa città».
Per Fina quella amministrazione «ha gestito la cosa pubblica spendendo risorse che presumeva sarebbero entrate in cassa e non sulle risorse che effettivamente aveva. Inoltre non ci sono opere pubbliche che hanno determinato l’enorme debito di 78 milioni, ma la gestione corrente delle finanze e l’incapacità di governare le politiche tributarie. In sostanza questo Comune è stato portato sull’orlo del fallimento per non realizzare niente e oggi siamo di fronte a un’amministrazione che eroicamente è costretta ad affrontare una situazione ingestibile. Nonostante questo non ci si vergogna e ci si ricandida ad amministrare la cosa pubblica di Chieti». (a.i.)
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