Dissesto, la Corte dei conti indaga Di Primio: «Io sono tranquillo»

L’ex sindaco: «La mia giunta ha sempre dato riscontri a tutte le osservazioni dei giudici contabili Tanti tagli per tenere le finanze in ordine, ma il problema è Teateservizi incapace di riscuotere»
CHIETI. La Corte dei conti indaghi pure, lui è tranquillo e sereno come pochi. Su Umberto Di Primio, sindaco di centrodestra che ha amministrato Chieti per due consiliature, viene scaricata, più o meno esplicitamente, la responsabilità politica del dissesto finanziario dichiarato dalla giunta di centrosinistra di Diego Ferrara. Di Primio, al contrario, di responsabilità addosso non se ne sente né politiche né tantomeno giudiziarie.
Di Primio, come commenta l’indagine avviata sul dissesto del Comune?
«Sono molto arrabbiato per quello che subisce la città, ma assolutamente tranquillo e sereno per ciò che riguarda me personalmente e l’amministrazione che ho guidato».
Perché non teme conseguenze?
«Innanzitutto perché le richieste della Corte dei conti sono un atto dovuto. Una procedura standard. E poi perché la situazione del Comune l’abbiamo sempre conosciuta e vi abbiamo sempre fatto fronte. Lo sapevamo nel 2010 la prima volta che sono stato eletto e quando sono stato rieletto nel 2015 che bisognava tenere a galla la macchina amministrativa nonostante le difficoltà. Ma non per i debiti, che non avevano un importo così rilevante per un ente che ha un bilancio da 70 milioni».
Qual è allora il vero problema?
«L’incapacità di riscossione di Teateservizi e le norme che sono cambiate. Si è passati dal bilancio di competenza al bilancio per cassa, con l’introduzione del fondo per i crediti di dubbia esigibilità. Se l’esigibilità è importante, altrettanto importante devono essere gli accantonamenti».
Lei come ha affrontato i problemi finanziari?
«Tutte le segnalazioni che ci ha fatto la Corte dei conti hanno avuto sempre riscontri nell’azione amministrativa. E non ho mai detto che dovevamo andare in dissesto. Come ero tranquillo allora lo sono oggi: c’è una montagna di carte che dimostrano che tutto quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Ho sostituito un assessore politico, Roberto Melideo, con un assessore tecnico, Valentina Luise, che ha imposto tagli anche impopolari. Quello dello scuolabus ad esempio: non potevamo sostenerlo e lo abbiamo tolto. Mi sono preso gli strali di tutti. Ma dovevamo farlo».
Quindi Teateservizi è un problema?
«Che le cose non funzionassero l’ho denunciato in procura nell’ottobre 2019. Veniva trattenuta una parte della riscossione per mandare avanti la società. E tra l’altro io volevo chiudere Teateservizi: c’era un piano per riprendere il servizio e affidarlo tramite una gara, ma Forza Italia per questo voleva far cadere l’amministrazione».
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