Distretto Asl in locali «non idonei»

1 Febbraio 2020

L’azienda prima boccia la proposta di Rfi e poi apre la trattativa privata

CHIETI. Per adesso i locali della stazione ferroviaria di Chieti Scalo sono stati dichiarati «non idonei» per ospitare distretto sanitario, consultorio e uffici amministrativi della Asl: una commissione tecnica ha bocciato la proposta arrivata da Rfi per dare in affitto alla Asl un immobile di 600 metri quadrati a oltre 4mila euro al mese. Ma, nel giro di un pugno di giorni, la Asl ci ripensa e avvia una «trattativa privata» con la stessa Rfi tagliando fuori gli altri concorrenti: la Asl vuole accorpare distretto sanitario, consultorio e uffici alla stazione. È quanto emerso ieri durante un incontro in municipio tra il sindaco Umberto Di Primio, il direttore generale Asl Thomas Schael, l’ingegnere Asl Filippo Manci e la consigliera comunale di Fdi Stefania Donatelli.
Nei mesi scorsi, la Asl ha pubblicato un avviso per individuare un immobile da adibire a “Nucleo operativo distrettuale e consultorio familiare di Chieti Scalo”. La commissione Asl però ha bollato come «non idonee» tutte le 4 proposte ricevute. Ma adesso quella di Rfi torna in ballo nonostante il timbro di non idoneità risalente al 22 gennaio: «Tra le offerte giunte vi è stata anche quella di Rfi», spiega un comunicato del Comune, «che, successivamente, con nota del 28 gennaio della direzione produzione, ha proposto alla Asl di avviare trattative dirette affinché questa possa prendere in locazione i circa 600 metri quadrati presenti nella stazione ferroviaria di Chieti Scalo. Alla luce di tale novità, Comune e Asl hanno avviato le verifiche giuridico-amministrative per definire le modalità e i termini di un protocollo d’intesa con Rfi». Il Comune dice: «Oltre alla ristrutturazione e all’adeguamento dei locali di due piani della stazione, si dovrà anche riorganizzare l’uso dell’adiacente parcheggio gestito dal Comune, in un punto facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e privati e in grado di diventare “porta d’accesso” ai servizi sanitari a Chieti». «È la soluzione più vantaggiosa», dice Di Primio. Per Schael, «la Asl si è impegnata a dare una soluzione concreta al problema di Chieti Scalo». «I residenti nella parte bassa», afferma Donatelli, «avranno presto un nuovo distretto in perfetta regola con i requisiti previsti per legge, nell’ottica sempre perseguita del miglioramento della qualità di vita».
Riapre la polemica con Di Primio Liberato Aceto che si definisce «presidente del consiglio, medico chirurgo della Asl, cittadino che vive e lavora a Chieti Scalo»: «Non ho partecipato alla riunione in quanto non invitato. Ringrazio la Asl per la solerzia e la tenacia che ha dimostrato nel cercare soluzioni alla problematica di nuovi e idonei locali per il distretto sanitario e il consultorio di Chieti Scalo. Poiché nel passato si è parlato di Cittadella della Salute a Chieti, sarebbe più che giusto realizzare a Chieti Scalo, anche utilizzando strutture come il parcheggio della stazione gestito dal Comune, un “access point della salute” per gli innumerevoli pazienti che arrivano anche da oltre il fiume Pescara, quindi da altra Asl, in grado di svolgere quella funzione di “filtro” che aiuterebbe a decongestionare il Policlinico di Colle dell’Ara sempre più affollato. Convocherò una riunione».