Distretto in tilt, code per cambiare medico

10 Gennaio 2020

Ortona. In 1.400 restano all’improvviso senza assistenza sanitaria. Interviene il Tribunale del malato

ORTONA . Disagi e proteste al distretto sanitario di Ortona: utenti in fila per ore dopo essersi ritrovati improvvisamente senza il medico di famiglia. Interviene il Tribunale per i diritti del malato. Sono giorni caotici nei locali di piazza San Francesco, dove tra tutti i servizi quotidianamente erogati in quest’ultimo periodo si deve far fronte in particolare alla richiesta di numerosi pazienti che sono rimasti senza medico curante dopo il pensionamento di un professionista di Crecchio. Sarebbe tutto normale se non fosse per una serie di anomalie segnalate proprio dal Tribunale per i diritti del malato di Ortona che, dopo aver ricostruito la vicenda, ha deciso di denunciare questa situazione al Centro. «Il medico curante di Crecchio è andato in pensione. Era programmato per maggio ma prima di Natale il dottore ha ricevuto una comunicazione che annunciava l’interruzione dell’esercizio della professione», dichiara la coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato nonché membro di Cittadinanzattiva, Elodia Narciso. «Circa 1.400 assistiti sono rimasti improvvisamente senza medico curante», rimarca, «non mi sembra una cosa logica non avendo il dottore avuto il tempo di avvisare i suoi pazienti». Ma non è finita qui, perché il disagio continua anche nell’assegnazione del nuovo medico. A tal proposito nella giornata di ieri al distretto sanitario ortonese diverse persone erano in attesa tra lamentele generali per quanto sta accadendo da qualche giorno: «Le persone vengono qui la mattina presto e iniziano a fare la fila ma ci sono pochi numeri disponibili», aggiunge la responsabile del Tdm. Sulla porta di un ufficio si legge che nelle mattine dal lunedì al sabato sono quaranta quelli a disposizione, «ma ultimamente ce ne sono solo venti, forse per mancanza di personale». Questo comporta un’attesa ulteriore e, intanto, molti utenti sono senza medico di famiglia: «Pensiamo ai disagi che una simile situazione provoca ai più anziani bisognosi di assistenza sanitaria. Con soli venti numeri al giorno disponibili, quanto tempo serve per sistemare la posizione di ognuno perché tutto torni alla normalità?» si chiede Narciso. Nei corridoi al primo piano del distretto sanitario diverse persone ieri continuavano a sottolineare questo aspetto mentre attendevano il proprio turno. Nei giorni precedenti la situazione pare sia stata identica, se non addirittura peggiore. «Per il Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva c’è stato un coordinamento sbagliato», dichiara ancora Narciso. «Errori che hanno creato difficoltà e disagi agli utenti. Non si possono lasciare le persone senza i servizi necessari».
Alfredo Sitti
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