Distretto sanitario allo Scalo Ferrara: «La soluzione è vicina»

La riconversione dell’ex asilo Peter Pan è nel progetto da 7 milioni che include il vecchio ospedale La Asl: «Manca la certezza della proprietà del terreno». Il Comune: «Tutto sarà risolto entro marzo
CHIETI. L’obiettivo è certamente condiviso. Le soluzioni no. C’è ancora molta distanza tra Asl e Comune sulla realizzazione della casa di comunità – sorta di mini distretto sanitario – nell’ex asilo Peter Pan di Chieti Scalo. Tanto è vero che ieri in conferenza stampa è arrivato l’ultimatum della Asl al Comune: se non si risolve entro marzo la questione della proprietà del terreno circostante al Peter Pan, la Asl sposterà i soldi su altre strutture sanitarie fuori città.
E Chieti perderà non solo il mini-distretto allo Scalo ma anche la più grande casa di comunità prevista nel vecchio Santissimo Annunziata. Presidi sanitari di cui la città ha molto bisogno, con ambulatori e medici a disposizione del territorio, fondamentali anche per decongestione l’ospedale. Strutture per la cui realizzazione sono pronti oltre 7 milioni di fondi Pnrr (6 milioni e mezzo per Chieti alta, 810mila euro per lo Scalo), soldi che potrebbero essere dirottati altrove. Sia Asl che Comune hanno come obiettivo condiviso di far rimanere il finanziamento in città, ma la Asl ha dettato le sue condizioni e il Comune, ente in dissesto, si deve vedere se è in grado di accettarle. È quanto si è appreso al termine dell’incontro indetto dal direttore generale Asl Thomas Schael che ha visto anche la presenza del sindaco Diego Ferrara.
Il problema nasce dal fatto che l’immobile dove realizzare il mini-distretto scalino (progetto che fa parte di quello più generale della casa di comunità sul colle visto che l’appalto è unico) deve essere venduto dal Comune alla Asl. Ma il Comune ha certezza della proprietà dell’immobile, non ne ha, invece, del terreno circostante. E dunque la vendita per 260mila euro per ora è bloccata.
«Non possiamo», spiega il direttore Asl, «farci scudo del contratto di comodato d’uso sottoscritto con il Comune per avere accesso al finanziamento perché espone la Asl a un rischio alto di perdere il possesso del bene che sarà realizzato in caso di contenzioso con la società che risulta intestataria del terreno. Questa l’indicazione emersa dal parere legale che abbiamo acquisito, secondo cui, invece, la soluzione è in una garanzia, tipo fideiussione di oltre un milione di euro, che pone al riparo la Asl dal pericolo di essere privata in futuro della struttura, e rimanda al Comune una eventuale futura controversia per la proprietà del Comune. A meno che il Comune non sia in grado di trovare un notaio che firmi il rogito».
Il sindaco, pur non avendo escluso la possibilità di fare una fideiussione, si è detto certo di poter risolvere il problema della proprietà del terreno in altri modi entro il mese di marzo. Ferrara che si è trovato all’improvviso sul tavolo un problema sconosciuto e per nulla preventivato, ereditato dalle passate amministrazioni, ha assicurato che il Comune non è stato inerte e che sta lavorando alla ricerca di una soluzione. Il sindaco ha garantito che «la soluzione è vicina, ma va costruita sui tavoli giusti, quelli che riguardano le istituzioni e gli uffici».
Il Comune è ancora alla ricerca nel proprio archivio del documento che attesti la proprietà del terreno, il cui esproprio sarebbe stato pagato alle Trafilerie Meridionali che, infatti, per oltre 40 anni su quel terreno non ha pagato Imu. Un accordo con le Trafilerie potrebbe arrivare proprio da una transazione su questo mancato pagamento. Ma il problema ora riguarda i tempi, perché la Asl ha dettato i suoi.
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