Distretto sanitario, autorizzazioni a rischio

26 Gennaio 2018

Movimento 5 stelle scrive al sindaco per evitare l’interruzione del servizio pubblico allo Scalo

CHIETI. «Il distretto sanitario di via De Litio a Chieti Scalo rischia concretamente di essere chiuso per la revoca delle autorizzazioni comunali che ne consentono l'esercizio». È quanto sostiene il consigliere del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio che insieme alla collega Manuela D’Arcangelo ha depositato un ordine del giorno sul destino della struttura. Argenio e D’Arcangelo se ne sono già occupati raccogliendo l’appello del Comitato Chieti Scalo Noi, rappresentato da Camillo Carapelle, che sullo stato di degrado dell’immobile ha raccolto una petizione con 100 firme. «Il Comune», dice Argenio, «a seguito del sopralluogo eseguito dal Siesp della Asl, ha avviato il procedimento amministrativo teso ad accertare la sussistenza dei requisiti necessari a conservare l'autorizzazione all'esercizio. Se la Asl non dovesse ottemperare agli inviti e alle diffide notificate dal Comune nei termini previsti dalla legge regionale 32/2007, il poliambulatorio cesserà di erogare i suoi servizi ai cittadini di Chieti Scalo». Ma questo è proprio quello che Argenio e D’Arcangelo non vogliono che accada. L’ordine del giorno mira infatti a impegnare Comune e Asl a «trovare una soluzione idonea a consentire una fruizione dignitosa dei servizi sanitari che devono continuare a essere erogati». Secondo il capogruppo dei 5 Stelle Argenio, «questa situazione è causata dalle evidenti responsabilità della Asl che, da quanto emerge dai fascicoli che abbiamo consultato presso gli uffici comunali, nel corso degli anni, ha omesso di dar seguito ai lavori di manutenzione e di adeguamento dell'immobile che erano posti alla base delle richieste di autorizzazione formulate al Comune». I consiglieri 5 Stelle hanno quindi presentato un atto di indirizzo politico che ritengono necessario per sollecitare un ruolo attivo e propositivo da parte del sindaco affinché ci siano incontri con la Asl per trovare una soluzione che eviti l'interruzione di un servizio pubblico di grande importanza. «In quella stessa zona», conclude Argenio, «c'è già una struttura pubblica, quella che ospitava l'Opera nazionale maternità e infanzia, che tuttavia il Comune di Chieti ha preferito cedere ai privati nell'ambito dell'operazione di riqualificazione di piazza Carafa». C’è anche chi, come il residente Giustino Di Giuseppe, chiede che il distretto venga trasferito nella caserma di via Ricciardi che i carabinieri dovrebbero lasciare.