Distretto sanitario, maggioranza spaccata

Ex asilo Peter Pan in vendita alla Asl. Ma mancano i documenti che attestano la proprietà del municipio
CHIETI. Salta la delibera per la vendita dell’ex asilo Peter Pan alla Asl e la maggioranza del sindaco Diego Ferrara si spacca ancora una volta. Nel consiglio comunale di ieri è arrivata la delibera per sanare il vulnus relativo al terreno su cui è stato costruito negli anni ’70 l’ex asilo di via Pescara, ma il sindaco decide di ritirarla.
Il Comune vuole vendere il nido alla Asl per permettere la realizzazione di una casa di comunità, vale a dire un mini-distretto sanitario, quanto mai importante per lo Scalo che nel 2019 ha visto chiudere il vecchio distretto di via Delitio. Dopo un lungo tira e molla, Asl e Comune si sono messi d’accordo per riaprire una struttura sanitaria nel nido chiuso dalla precedente amministrazione: il Comune avrebbe venduto alla Asl la struttura e l’azienda sanitaria vi avrebbe aperto l’atteso mini-distretto con i fondi del Pnrr. Solo che al momento della transazione è saltato fuori un problema: mancano una serie di documenti che attestino la titolarità in capo al Comune del terreno su cui è stato costruito l’asilo. Tanto più che il 21 giugno scorso la società Trafilerie Meridionali si è fatta avanti rivendicandone la proprietà e chiedendo circa 450mila euro per cederlo al Comune.
L’ente, però, ha fatto spallucce decidendo di non aderire all’istanza di mediazione avviata dalla società, sicuro della propria posizione. Davanti al procedimento di «acquisizione sanante dell’area», però, la minoranza si rifiuta in blocco di votarlo e parte della maggioranza fa lo stesso. Si tenta la mediazione, ma non riesce: il sindaco in aula ritira la delibera. Furioso l’assessore alla sanità Fabio Stella, che sta seguendo da tempo la vendita dell’ex asilo per poter ridare allo Scalo un presidio sanitario. Nel frattempo, per permettere alla Asl di accedere ai fondi del Pnrr, il Comune ha ceduto la struttura in comodato gratuito. I consiglieri che hanno deciso di non votare si sono trincerati dietro la richiesta di avere i documenti che possano comprovare con certezza che le pretese delle Trafilerie Meridionali non trovino concretezza negli atti.
Tutto rinviato, dunque, all’integrazione dei documenti mancanti. Sempre che saltino fuori. In aula ieri anche il problema dei ritardi nel pagamento dei libri di testo alle librerie, alcune delle quali sono arrivate a chiedere una cauzione alle famiglie, sollevata dalla capogruppo di Azione politica Serena Pompilio. A rispondere è stata l'assessore Teresa Giammarino. Una risposta che, però, non ha soddisfatto Pompilio: «Forse l’assessore non ha compreso l'interrogazione», dice, «rispondendo che “il Comune non ha richiesto cauzioni”. Ci mancherebbe il contrario. A dire dell’assessore le tempistiche del Comune per i pagamenti sono lineari e dipendono dalla consegna delle cedole da parte dei librai». (a.i)
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