Distretto sanitario, metà locali allagati

Lettera di denuncia del sindaco di San Salvo al manager Asl Flacco, a Paolucci e Olivieri. La struttura serve oltre 20mila utenti
SAN SALVO. Terapia intensiva. E' quello di cui avrebbe bisogno il distretto sanitario di San Salvo. Le prestazioni sono state ridotte all'osso, gli utenti sono costretti ad onerose e faticose trasferte in Molise, i locali cadono a pezzi. La situazione è drammatica. Verificato il degrado e i disagi comunicati dai cittadini, il sindaco Tiziana Magnacca e il presidente del Consiglio comunale Eugenio Spadano hanno scritto al direttore generale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco, all'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci e al presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Mario Olivieri. La lettera denuncia una situazione al limite. Il sindaco ed il presidente del Consiglio comunale raccontano analiticamente quello che accade nella struttura destinata all'assistenza di 20mila utenti. «Già 15 mesi fa era stata denunciata la carenza di personale amministrativo e sanitario e di attrezzature. Contestualmente era stato rimarcato il disagio della cittadinanza, sottolineando la necessità di riportare la struttura al livello di dignità operativa che meritano, sia i cittadini, sia il personale. Ad oggi», scrive il sindaco «la situazione è peggiorata. E' stata acquisita solo una unità al Cup, allo sportello di scelta-revoca del medico curante. L'urologo è ad ore e il ginecologo è disponibile una volta alla settimana. L'ecografo può essere utilizzato solo dallo specialista urologo».
La Magnacca sottolinea, la sottoutilizzazione, con riduzione di prestazioni e di sedute, dell'ambulatorio di Rmn articolare, che ha visto più che dimezzati gli esami, rispetto all’anno precedente, e costretto gli utenti a rivolgersi alle strutture private, o a quelle accreditate del vicino Molise. Così pure la radiologia tradizionale, ridotta da 5 a 3 sedute settimanali.
«È da rimarcare l'assoluto non utilizzo di 10 ore settimanali dell'odontoiatra per mancanza di ogni tipo di attrezzatura, con la presenza inoperativa dello stesso, che di fatto assicura solo la sua presenza fisica, non potendo fare altro. Inoltre il servizio materno - infantile è ancora carente di assistente sociale. Come non rimarcare l'assenza di uno specialista psicologo e psichiatra ambulatoriale, oltre che di attrezzature». Ma manca anche un otorino. Non ci sono servizi territoriali necessari per l'autorizzazione di ricoveri presso strutture per anziani, o per trattamenti riabilitativi. E poi c'è la struttura. Le piogge di questi giorni evidenziano una situazione, a dir poco imbarazzante.
«Infiltrazioni in circa il 50% dei locali, con raccolta dell'acqua in secchi, che di fatto presentano aspetti poco compatibili con la salubrità e i requisiti igienico - sanitari consoni a locali destinati alla sanità». Dopo la denuncia il sindaco invita chi di dovere a intervenire in tempi brevi. Staremo a vedere.

