Distrutto il boschetto sull’Osento

22 Novembre 2014

Lavori del Genio civile. Il Wwf: la Regione non rispetta le sue leggi

CASALBORDINO. Il cartello parla di lavori per “la sistemazione spondale e risagomatura dell’alveo del fiume Osento”, ma la scena a cui si assiste nei pressi del ponte della statale 16 Adriatica è di totale distruzione della folta vegetazione che lambiva il corso d’acqua. Un tratto di bosco “ripariale”, formato da rigogliosi alberi, arbusti e esemplari di salice bianco e pioppo nero, è stato completamente distrutto dall’azione dei mezzi meccanici e delle motoseghe che hanno trasformato il fiume in uno squallido canale privo di ogni forma di vita animale e vegetale. Il Wwf ha presentato una denuncia all’autorità giudiziaria sperando, con questa iniziativa, di interrompere la scomparsa degli ambienti fluviali.

«La Regione ha autorizzato lavori in pieno contrasto con le leggi regionali e le linee guida sugli interventi in ambito fluviale», attacca Claudio Allegrino, coordinatore delle guardie giurate volontarie Wwf, «con queste opere distruttive la Regione ha violato le stesse regole che si è data con le proprie leggi regionali sulla tutela dei fiumi, con il piano stralcio di difesa dalle alluvioni (Psda) e con la delibera n. 494 del 30.3.2000 avente ad oggetto “atto di indirizzo, criteri e metodi per la realizzazione di interventi sui corsi d'acqua della Regione Abruzzo”, che ribadisce l’utilizzo delle tecniche di ingegneria naturalistica nelle sistemazioni dei corsi d’acqua, oltre a stabilire che i lavori non debbano prevedere la distruzione della vegetazione dei fiumi, riconoscendone una funzione utile anche per la prevenzione dei danni».

Per Sante Cericola, esperto Wwf di gestione degli ecosistemi fluviali, «con questi lavori di asportazione totale della vegetazione riparia, la capacità auto-depurativa del fiume sembra essere stata compromessa. Sono decenni che nelle università si spiega quanto interventi di questo tipo siano dannosi, ma purtroppo si persevera con questi sistemi meramente idraulici tardo ottocenteschi». (a.b.)

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