Ditta dell’alta moda si trasforma e adesso produce le mascherine

VILLAMAGNA. Dall’alta moda con la produzione per i grandi marchi dell’abbigliamento alle mascherine. Un’azienda di Villamagna si è trasformata e resiste alla crisi provocata dal coronavirus. La...
VILLAMAGNA. Dall’alta moda con la produzione per i grandi marchi dell’abbigliamento alle mascherine. Un’azienda di Villamagna si è trasformata e resiste alla crisi provocata dal coronavirus. La Aurora Fashion ha avviato l’iter per ottenere la certificazione delle mascherine chirurgiche e attende l'autorizzazione dell’Istituto Superiore di Sanità. «In questo modo», sottolinea l’amministratore Giovanni Biasone, «diamo un contributo al territorio, aiutiamo il mondo sanitario in difficoltà a causa dell'emergenza e sosteniamo l'economia. Con questa riconversione siamo riusciti ad assicurare continuità lavorativa ai nostri dipendenti. Per nostra scelta, il guadagno è minimo, ma così riusciamo a tenere in vita l’attività e a dare una mano. In un momento in cui le mascherine sono introvabili, ne abbiamo già consegnate in quantità ai Comuni della nostra area, a diverse farmacie e ad alcune attività commerciali».
La virata dell’azienda è promossa dalla Confartigianato Chieti-L’Aquila: «Non possiamo che esprimere un plauso per l’iniziativa di Aurora Fashion», afferma il direttore generale di Confartigianato Daniele Giangiulli, «mentre l’artigianato e le piccole imprese continuano a fronteggiare gli effetti di una crisi che non sembra superata, l’emergenza coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio l’economia regionale e nazionale. In un momento così drammatico, allora, artigiani e piccoli imprenditori devono cercare di essere intraprendenti e lungimiranti. Iniziative di questo tipo non consentono solo di mantenere viva la propria attività, ma sono anche un modo per sostenere il sistema economico e favorire il benessere di imprese e cittadini. Trenta dipendenti che lavorano equivalgono a trenta famiglie che mantengono il proprio potere d'acquisto. La nostra associazione», conclude Giangiulli, «è a disposizione di tutte le aziende che hanno la possibilità di attuare iniziative analoghe».
Anche un’altra ditta tessile vicina, quella di Carmela D’Angelo a Roccamontepiano, ha cambiato la produzione con 10mila mascherine già consegnate.

