Ditte sul lastrico, la Regione non paga

28 Febbraio 2016

I lavori di sistemazione delle strade dopo il nubifragio del 2015 non sono stati ancora onorati, ma il Comune non ha colpa

CHIETI. Aziende in ginocchio a causa del mancato pagamento di lavori pubblici effettuati per riparare i danni dell’alluvione dello scorso mese di marzo.

È passato quasi un anno dai quei tre giorni di inizio marzo, il 4, 5 e 6 marzo, quando le piogge incessanti si trasformarono in una vera e propria calamità naturale. Riconosciuta tale anche dalla Regione che, di fronte all’eccezionalità dell’evento atmosferico, assicurò al territorio i fondi necessari per far fronte ai danni.

Eppure, dopo un anno, le ditte hanno lavorato per risistemare la viabilità cittadina, fortemente compromessa dalla pioggia, ma i soldi non sono mai arrivati. Colpa di passaggi burocratici, lenti e farraginosi come sempre, oppure di una macchina amministrativa che si nasconde troppo spesso dietro la burocrazia trattenendo nelle proprie casse il più a lungo possibile i fondi promessi anche a costo di mettere sul lastrico chi invece ha svolto il proprio lavoro, a dovere e nei tempi stabiliti?

A Chieti sono state necessarie opere su tutto il territorio cittadino. Gli uffici comunali si sono messi al lavoro per pianificare interventi di somma urgenza, con ditte che hanno lavorato di conseguenza. Tra i principali interventi troviamo quelli su strada Mucci, con la ditta teatina E.Co.Strade che ha effettuato opere per mettere in sicurezza varie scarpate stradali per un importo di 31.842 euro. 133.590 euro è invece l’importo dei lavori portati a termine sulla vicina strada Belvedere, sempre a cura della E.Co.Strade. Altro intervento tra i più grandi è stato quello di strada Marcantonio, affidati alla ditta Franchella Angelo Eredi, di Francavilla, per un importo di 124.608 euro. 141.300 euro sono costati i lavori per risistemare la Colonnetta, anche questi portati a termine dall’impresa francavillese.

Poi ci sono i piccoli interventi di risistemazione di tantissime strade, in pratica in tutta la città, affidati alla ditta teatina Dpm di Simone Di Muzio, per 54.386 euro. Tutti lavori portati a termine, con tanto di certificato di regolare esecuzione. Eppure, nonostante la certificazione, i soldi non sono ancora arrivati. Le ditte si sono rivolte al Comune, per conto del quale hanno eseguito i lavori, ma si sono sentite rispondere che i soldi non c’erano perché non erano ancora arrivati i relativi fondi regionali. La Regione ha chiesto al Comune di Chieti, come a tutti gli altri Comuni colpiti dall’alluvione di marzo, una serie di adempimenti burocratici, tutti portati a termine. Per stessa ammissione degli uffici regionali. Ma, pur essendo formalmente tutto a posto, i soldi non si vedono e le ditte rischiano di fallire.