Divorzio breve a Chieti Risolti i primi cinque casi

29 Maggio 2015

Il matrimonialista Orsini: «Nessuna rivoluzione ma si sono accorciati i tempi» Con la negoziazione assistita ci si può separare anche davanti al sindaco

CHIETI. Il divorzio breve ha fatto la sua comparsa anche a Chieti. Le nuove regole della legge numero 55 del 6 maggio, efficace dal 26 scorso, sulla riduzione dei termini per divorziare, sono state usate da cinque ormai ex coppie che con il metodo della “Negoziazione assistita”, (legge già in vigore da dicembre) non sono andati in tribunale e senza avvocati hanno presentato i documenti direttamente al sindaco. I dati sono stati forniti dall’ufficio del Comune preposto e già formato alle nuove disposizioni che comunica che da dicembre ha inoltre trascritto 4 separazioni consensuali senza avvocati e tre con l’assistenza di legali.

«In questa legge in realtà non c’è alcuna particolare rivoluzione», dice l’avvocato Giuseppe Orsini, matrimonialista e rotale, «se non nei termini di attesa per il divorzio che da tre anni scendono a sei mesi per le consensuali e a un anno per quelle giudiziali, quando i coniugi sono in causa».

Una conquista per chi ha fretta di lasciarsi?

«Certamente. Ma c’è anche un’altra piccola novità. La vecchia norma prevedeva che con l’ordinanza del giudice che autorizzava a vivere separati si certificava la separazione spirituale e fisica ma non quella dei beni patrimoniali, la divisione avveniva alla fine all’atto della sentenza. Con la nuova legge si verifica la divisione dei beni già con l’autorizzazione del giudice a vivere separati. Un orientamento che era stato anticipato 20 anni fa dal tribunale di Milano, poi cancellato dalla Cassazione che non accolse la decisione del tribunale lombardo e oggi stabilita dalla nuova legge.

Quali problemi può creare la riduzione dei termini?

«Penso che si possa verificare un accavallamento tra due cause, quella di separazione e quella del divorzio. Può accadere per esempio che il giudice della separazione stabilisca un tot assegno per alimenti e quello del divorzio potrebbe diminuirlo o aumentarlo. Quale decisione seguire? La legge non lo dice. La vera rivoluzione ci sarà quando le cause di separazione e divorzio saranno riunite come già in molti altri Paesi. Eppoi essendo la legge retroattiva si potrebbe verificare un ingolfamento dei tribunali. Sarebbe opportuno creare una sezione dedicata».

Che differenza tra il divorzio breve e la Negoziazione assistita?.

«Pur trattando la stessa materia sono due pacchetti diversi. La negoziazione assistita è entrata in vigore il 10 dicembre 2014 ed è propedeutica al cosidetto divorzio breve. Consente ai coniugi che intendono separarsi consensualmente di presentare richiesta in Comune sia se non ci sono figli minori, disabili o adulti non autosufficienti ma anche se ci sono. Lo possono fare senza avvocato, con il pagamento di 16 euro di bolli, oppure assistiti ognuno da un legale. L’unica particolarità è che perché si proceda a trascrizione di separazione o divorzio è necessario il nulla osta della procura. Intervento che nelle separazioni in tribunale era necessario solo se c’erano figli minori».

Ma tutto questo si poteva fare anche prima. Quale rivoluzione allora?

«Nessuna che davvero si possa definire tale. Con la legge del 1970 sul divorzio, i coniugi di una separazione consensuale potevano già andare in Tribunale senza avvocati, oggi lo possono fare, facoltativamente, anche in Comune. Per la separazione giudiziale invece si deve, oggi come ieri, interessare il Tribunale e assistiti da avvocati».