Docenti precari in agitazione contro “La buona scuola”

VILLA SANTA MARIA. Anche i docenti precari in servizio nell’istituto alberghiero Marchietelli di Villa Santa Maria, aderiscono oggi allo sciopero indetto dall’associazione sindacale Anief per...
VILLA SANTA MARIA. Anche i docenti precari in servizio nell’istituto alberghiero Marchietelli di Villa Santa Maria, aderiscono oggi allo sciopero indetto dall’associazione sindacale Anief per contestare il provvedimento di legge “La buona scuola”: secondo i contrari «si ledono diritti acquisiti, si limitano le libertà di insegnamento con un’operazione tesa a dare al dirigente poteri tali da decidere in merito alla didattica della scuola, ai riconoscimenti economici e alla scelta degli insegnanti. Si tratta di un’inaccettabile operazione finalizzata alla compravendita di diritti (stabilità, salario, libertà d’insegnamento) con il miraggio di pochi incentivi per alcuni: verranno, infatti, affidati al dirigente scolastico poteri di scelta dei docenti da utilizzare nella propria scuola, di valutazione e riconoscimento del merito e di attribuzione di incrementi retributivi».
Secondo il personale docente la chiamata diretta «è incompatibile con quanto annunciato dalla Costituzione che prevede l’assunzione tramite concorsi e il fatto che i dirigenti avranno accesso a un albo pubblico non garantisce la completa trasparenza delle operazioni. È inaccettabile l’attivazione dell’albo professionale territoriale pubblico dei docenti, così come modificare unilateralmente le regole sulla mobilità sia territoriale che professionale, di competenza della contrattazione. È inaccettabile che si pensi di legare la mobilità ad una sorta di nulla osta o gradimento da parte dei dirigente della scuola dove si vorrebbe insegnare. Che fine farà la mobilità interprovinciale? È anche inaccettabile ed anche inattuabile la scelta dei docenti, sulla base del loro curricolo e dell’affinità con il progetto di scuola, da parte dei dirigenti scolastici. Il docente, selezionato dallo Stato con l’imparzialità di un concorso pubblico, si mette a mercato e si mette a disposizione del miglior offerente, si pongono le premesse per devastare la libertà della scienza e dell'arte e del suo libero insegnamento.
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