Domani arrivano 161 migranti: via alla macchina dell’accoglienza

27 Marzo 2023

I naufraghi salvati in mare da Emergency: tra loro 3 donne incinte, 6 bimbi e 51 minori senza genitori Vertice in prefettura per definire il piano della sicurezza e la distribuzione nelle province abruzzesi

ORTONA. I 161 migranti in viaggio lungo la rotta che porta a Ortona sono attesi domani alla banchina nord del porto, più adatta all’attracco di un’imbarcazione di grosse dimensioni come la nave Life Support di Emergency. Lo sbarco, salvo condizioni meteo sfavorevoli, ci sarà intorno alle 15, in un orario più comodo per le prime operazioni di soccorso a terra rispetto alla prima missione dell’Aita Mari, avvenuta il 24 febbraio scorso e conclusa con l’arrivo di 38 naufraghi in piena notte.
LA MACCHINA DEI SOCCORSI
La macchina dell’accoglienza è già in allerta, con tutte le istituzioni pronte a fare la propria parte per garantire la piena sicurezza dello sbarco, il più grande finora registrato sulle coste ortonesi. Oggi è in programma anche la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Mario Della Cioppa, dopo il primo vertice operativo di sabato mattina in Prefettura, coordinato dal viceprefetto vicario Valentina Italiani. L’incontro servirà a definire nei dettagli il piano di sicurezza e la distribuzione dei naufraghi nei centri di accoglienza delle quattro province abruzzesi con la collaborazione di tutte le forze istituzionali, civili e militari, del territorio: Capitaneria di porto, guardia costiera di Ortona, forze di polizia, Comune, Asl, 118, Usmaf (Ufficio di sanità marittima), il Reparto aeronavale della guardia di finanza (Roan) per la sicurezza in mare, l’Autorità di sistema portuale di Ancona, la Protezione civile regionale, la Croce rossa e le altre associazioni di soccorso per i tamponi e gli screening sanitari con l’allestimento di tensostrutture a terra. L’idea è di replicare lo stesso quadro organizzativo messo in campo poco più di un mese fa, con qualche ritocco verso l’alto sui numeri, in modo da garantire un salvataggio fluido e veloce e soprattutto il supporto fisico e morale a bambini, neonati, minori non accompagnati, donne in stato di gravidanza e persone stremate dalle ore di navigazione in cattività, dalla fame e dalla sete o, nei casi più gravi, da violenze e torture subite nei loro Paesi di origine.
COMUNE PRONTO AD ACCOGLIERE
«Ortona è pronta come sempre a fare la propria parte», dice il sindaco Leo Castiglione, avvisato del nuovo sbarco sabato mattina dal comandante della guardia costiera di Ortona Francesco Scala, «siamo una città votata alle buone pratiche di accoglienza. Certamente questa è una situazione molto più difficile rispetto alla volta scorsa, visti i numeri così elevati. Ci saranno delle difficoltà operative oggettive all’interno delle attività portuali e i tempi di sbarco saranno sicuramente più lunghi. Abbiamo già stabilito di cambiare la banchina di ormeggio, spostando tutto a nord, più adatta alle navi di grosse dimensioni, ma siamo certi che tutto possa avvenire nel miglior modo possibile».
LE CONDIZIONI DEI MIGRANTI
I 161 migranti sono stati raccolti in tre diverse operazioni di soccorso in mare dalla nave Life Support di Emergency nelle acque internazionali della zona Sar maltese, a poche miglia da Lampedusa. I primi 78 viaggiavano su un gommone di fortuna di circa 12 metri, sovraffollato e senza benzina, mentre le altre 38 e 45 persone sono state trovate a bordo di due natanti in ferro di 7 e 8 metri «al limite della galleggiabilità e che rischiavano di capovolgersi da un momento all’altro», come ha raccontato il capomissione Emanuele Nannini. I naufraghi scappano da Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Conakry, Liberia, Niger, Nigeria, Mali, Sud Sudan, Sudan, Somalia, Camerun, Congo, Mauritania e Senegal. Tra loro ci sono tre donne incinte di pochi mesi, 51 minori non accompagnati e sei bambini.
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