Disperso dopo il crollo del ponte, centinaia di firme per chiedere di anticipare il dragaggio

Successo per la petizione a favore dell’accelerazione delle ricerche di Domenico Racanati: tante le adesioni all’iniziativa popolare
VASTO. In 24 ore sono state centinaia le persone che hanno deciso di aderire alla petizione da inviare alla Procura della Repubblica di Larino per sollecitare il recupero del corpo di Domenico Racanati, il pescatore disperso dal 2 aprile, giorno del crollo del ponte Trigno. La figlia Angelica estende anche all’Abruzzo e al quotidiano Il Centro l’invito a collaborare: «Ci serve il vostro aiuto», scrive Angelica su Facebook, «Obiettivo 1000 firme. Ogni firma è una voce che chiede di non perdere altro tempo», spiega. «Mio padre, Domenico Racanati, è ancora disperso e il tavolo tecnico è stato fissato per il 15 luglio. Chiediamo che venga anticipato e che tutte le operazioni necessarie per le ricerche e il dragaggio possano partire il prima possibile. Non è una battaglia solo della nostra famiglia: è una richiesta di umanità, rispetto e attenzione», prosegue l’invito.
«Se non l’hai ancora fatto, firma la petizione. Se hai già firmato, condividila con amici, parenti e gruppi WhatsApp. Mancano poche firme per arrivare a 1.000». La speranza della famiglia e degli amici di Domenico sul ritrovamento si è riaccesa qualche giorno fa, quando un magnetometro terrestre ha individuato una zona ‘anomala’ del fiume a circa 70 metri dalla foce. Per verificare la presenza di eventuali corpi metallici, saranno necessari interventi di dragaggio. Convocato per questo un tavolo tecnico nazionale per il 15 luglio. Quel giorno si deciderà il percorso di completamento delle indagini e l’avvio del percorso che dovrà portare alla ricostruzione del ponte e al ripristino della viabilità. La famiglia Racanati chiede che il tavolo venga convocato prima.
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