Don Alberto sollecita aiuti alle aree interne

27 Giugno 2015

Trivento, lettera del responsabile Caritas ai presidenti di Abruzzo e Molise: riunite qui i due consigli

Torna a lanciare un appello, la Caritas di Trivento, ai presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise sulla vicenda dello stato di abbandono in cui si trovano le aree interne delle due zone. Il responsabile Caritas, don Alberto Conti, in una nuova nota inviata ai rispettivi presidenti delle Regioni, Luciano D’Alfonso e Paolo Di Laura Frattura, ricorda che oltre un mese fa «ho rivolto a voi, in quanto massimi esponenti delle istituzioni territoriali, l’invito ad attuare l’impegno assunto il 6 dicembre dello scorso, anno di celebrare una seduta congiunta dei due consigli regionali per affrontare l’emergenza sociale, economica, culturale delle aree interne, ma che non ho avuto ancora alcun riscontro. Il mio richiamo,che faceva seguito alla lettera pubblica del 14 aprile che il vescovo di Trivento, monsignor Domenico Scotti, e i 46 sacerdoti della diocesi avevano indirizzato a voi e alle autorità locali, regionali e nazionali», continua don Alberto, «per ricordare le urgenze delle zone più disagiate delle nostre due regioni e proporre un programma minimo per affrontarle con spirito ed intelligenza nuovi - confidava in rapide decisioni che fossero accertate da tutti i cittadini come il primo, ma risolutivo passo per riconciliare la gente alla politica ed alla sua capacità di offrire serenità, occasioni di lavoro comune, impegno concreto per sollevare tutti coloro che, per età, condizione economica e sociale, luogo di vita, stanno pagando il prezzo più alto alla devastazione della crisi, vittime anche delle tante contraddizioni con cui tutti, ma chi ha responsabilità di governo più degli altri, ci troviamo costretti a confrontarci. L’appello del vescovo e la mia lettera di sollecitazione invocavano fatti concreti ed un atto che non c’è stato. Non meritano, dunque, l’uno e l’altra, una risposta? Ma più ancora, non meritano una risposta gli “ultimi” per conto dei quali la Chiesa di Trivento, che li ha in onore, ha levato la sua voce? Con la speranza che questa attesa non venga ulteriormente delusa, torno a rivolgervi la richiesta di adempiere a quanto voi stessi avete proposto in occasione della presentazione del libro “Rompere gli schemi per creare il nostro futuro”. Non è più possibile cercare una risposta alla crisi delle aree interne, allo spopolamento e all’impoverimento di ogni presidio che assicuri alle comunità che vi risiedono le tutele minime - del lavoro, dell’istruzione, della salute - all’interno di provvedimenti più generali i cui effetti, positivi quando ci sono, solo residualmente giungano a toccarle. C'è necessità di politiche più specifiche, di una “strategia d’urto” misurata sui loro bisogni, che vanno guardati con rispetto ed affrontati con amore civile».

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