Don Andrè assolto. «La Curia vedrà che cosa fare con lui»

LANCIANO. «La giustizia ha conosciuto che le accuse e tante cose scritte non erano vere. Il giudice ha detto che don Andrea non ha colpe e che qualcuno ha forzato la ricostruzione dei fatti. Ora...
LANCIANO. «La giustizia ha conosciuto che le accuse e tante cose scritte non erano vere. Il giudice ha detto che don Andrea non ha colpe e che qualcuno ha forzato la ricostruzione dei fatti. Ora sarà la Curia a vedere come operare e “cosa fare” con il sacerdote dal punto di vista canonico». È l’arcivescovo Emidio Cipollone a commentare la sentenza che ha assolto don Andrè Luiz Facchini, 44 anni, ex parroco di Sant’Agostino, dalle accuse di violenza privata aggravata, lesioni personali, ingiurie, minacce e molestie telefoniche e l’ha condannato a sei mesi di reclusione, pena sospesa, per violazione di domicilio. Il prete era anche parte offesa per le lesioni subite la notte del 28 ottobre 2011 da Maurizio Rotondo. Nel processo in cui il religioso era accusato di essere un “manipolatore di menti”, che infliggeva punizioni e penitenze corporali ai membri della “Legio Sacrorum cordie”, la Curia è stata chiamata in causa per responsabilità civile, visto che è il vescovo a nominare i sacerdoti, quindi anche don Andrè, e a valutare la sua idoneità e condotta. La Curia è stata assolta. «Come rilevato anche dal giudice», riprende Cipollone, «la Curia non aveva riconosciuto la Legio, inoltre quando questa è diventata associazione laica non poteva intervenire. In questi anni si doveva fare un servizio migliore, non far passare per vittima chi non lo era. Ci sono state ricostruzioni legate più alla spettacolarizzazione (le presunte punizioni come la flagellazione, lo strisciare con le ginocchia il pavimento della Chiesa, ndc) che ai fatti. Ora il giudice ha riconosciuto dal punto di vista penale che don Andrea non ha colpe, la Curia valuterà il punto di vista canonico». Don Andrè è ancora un sacerdote della diocesi di Lanciano Ortona, ma dal 2012 è fuggito in Brasile, ad Umuarama, sua città d’origine. (t.d.r.)
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