Don Andrè, i danni in conto alla Curia

Il giudice accoglie la richiesta di procedere verso la Diocesi per responsabilità civile se il religioso sarà condannato
LANCIANO. La Curia a processo come responsabile civile e i due fascicoli che riguardano don André Facchini, l’ex parroco di Sant’Agostino, imputato per le punizioni e le penitenze inflitte ad alcuni giovani fedeli della parrocchia e quello in cui il parroco è parte offesa, per le botte ricevute da due fratelli, riuniti. Udienza rinviata al 16 febbraio giorno in cui le 12 parte offese - due sono parti civili - cominceranno a raccontare in aula cosa avrebbero subito quando frequentavano la Legio Sacrorum Cordium, associazione fondata dal prete: punizioni e penitenze, anche frustate sulla schiena con i grani del rosario, per salvare le loro anime e allontanare il demonio. Sono le decisioni prese dal giudice Andrea Belli nell’udienza di ieri sui due procedimenti che riguardano don Andrè processato in contumacia visto che dalla fine del 2012, è tornato in Brasile.
Difeso dall’avvocato Osvaldo Piccirilli, il religioso è accusato di violenza privata aggravata, lesioni personali, violazione di domicilio, ingiurie, minacce e molestie telefoniche. Reati che avrebbe commesso ai danni di alcuni giovani che frequentavano la Legio e che, su almeno 4 di loro, avrebbero causato il ricorso a cure psichiatriche. Per l’accusa il parroco avrebbe “fatto loro credere di avere un filo diretto con la Madonna e gli angeli custodi che tramite lui inviavano disposizioni su come gestire la loro vita”. Ma a colpire sono le accuse che dicono che i giovani “avrebbero subito penitenze di tipo corporale, tra cui strisciare sul pavimento della chiesa, fare il segno di croce sul pavimento con la lingua, inginocchiarsi con le mani sotto le ginocchia».
Durante un ritiro a Vigolo (Bergamo) avrebbe sottoposto quattro ragazzi (fra i quali un minorenne) “al rito della flagellazione: tre frustate sulla schiena per ogni anima da salvare”. L’avvocato Piccirilli ha chiesto di non procedere per incompetenza territoriale, ma il giudice ha rigettato la richiesta. Invece Belli ha accolto la richiesta di procedere contro la Curia per responsabilità civile: la Curia, quindi, rappresentata dall’avvocato Luisa Bertini del foro di Chieti risponderà, per i danni subiti in caso di condanna di Facchini. A tirare in ballo la diocesi fu il giovane che denunciò Facchini anche per violenza sessuale e che è parte civile, assieme alla madre. I due sono rappresentati dagli avvocati Antonella Troiano e Domenico Cianfrone. Riunito anche il processo che vede i fratelli M.R., 35 anni, e S.R., 31, accusati di lesioni verso don Andrè. Nell’ottobre 2011 il prete sarebbe stato malmenato dai due che aveva offeso in casa loro: lesioni con oltre 40 giorni di prognosi. Ma don Andrè è solo parte offesa, non si è costituito parte civile.
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