Don Gigi: giovani lontani sempre di più dagli adulti

Ortona. Ricerca-indagine di Soggiorno Proposta sui ragazzi dai 14 ai 18 anni Il sacerdote: figli-genitori, due mondi distanti e che non dialogano tra di loro
ORTONA . Un’indagine mirata che parte da Ortona e si estende non solo ad altre zone abruzzesi, ma addirittura in tutto il centro Italia, coinvolgendo ben sei regioni e migliaia di giovani. “Felicità io voglio” è il frutto di un lavoro certosino svolto dal Soggiorno Proposta ortonese e curato dal fondatore, don Luigi Giovannoni, da tutti conosciuto come don Gigi. I risultati di questa ricerca effettuata nel corso del 2017 e ultimata negli ultimi mesi, sono stati illustrati di recente nel centro di San Pietro, in contrada Villamagna di Ortona, esposti direttamente dal sacerdote salesiano.
«L’intento è stato quello di restituire una fotografia attuale del panorama giovanile», spiega don Luigi, «affinché tutti gli operatori abbiano un dato di partenza aggiornato con cui programmare un progetto educativo». Si tratta infatti di uno spaccato sulla situazione dei giovani dai 14 ai 18 anni e che si estende anche a qualche 19enne, attraverso dei questionari a cui hanno risposto 11.367 adolescenti. Si sono espressi ragazzi e ragazze, senza differenza alcuna, visto che nel dato percentuale si equivalgono. La volontà era di dare parola direttamente ai giovani, in una sorta di autoritratto in cui loro stessi pennellano un quadro della propria condizione. Dall’Emilia Romagna al Molise, passando per Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo, l’analisi è stata svolta entrando nelle scuole e nelle associazioni. L’indagine si è sviluppata su sette aree tematiche ossia la qualità della vita, l’amicizia, la famiglia, la scuola, il divertimento, le dipendenze e la religione.
«L’inchiesta non permette di azzardare ipotesi di interpretazioni, ma vuole essere un focus offerto agli operatori che hanno e devono avere strumenti idonei e mirati per una lettura oggettiva», ribadisce don Luigi. «È uno strumento di riflessione e progettazione offerto quindi a soggetti animati dalla passione e dalla responsabilità di chi fa strada con questi giovani che non meritano di essere ignorati, né trattati con indifferenza».
Il dato più significativo che emerge dalla ricerca è secondo il salesiano la distanza, soprattutto da un punto di vista relazionale, degli adulti dai ragazzi. «Sono due mondi distanti che non colloquiano», sostiene, «e questo ovviamente comporta la nascita di problemi. Nella ricerca effettuata i giovani mettono sempre lontano da loro gli adulti, fatta eccezione per le amicizie».
In quest’ultimo caso, infatti, colpisce come quella tra coetanei non risulti una scelta preferenziale. Il 42% predilige un’amicizia con gli adulti. I numeri parlano chiaro anche in merito al rapporto con i genitori: la metà dei ragazzi ha ammesso di non confidarsi con loro e non cercarli. Don Gigi fa capire che non c’è una lontananza da istituzioni come famiglia o chiesa, bensì «la difficoltà sta nel relazionarsi». In base a questi risultati, quindi, si lavorerà perché ci sia «una presa di coscienza di questa distanza», conclude l’autore dell’indagine, «e l’impegno deve essere rivolto affinché venga colmata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

