Don Michelangelo 50 anni di sacerdozio con festa a sorpresa

28 Giugno 2016

Celebrata la ricorrenza del parroco di Sant’Agostino Folla in chiesa: «Sono emozionato, non so cosa dire»

CHIETI. «Sono emozionato questa sera, più della prima volta. Non so cosa dire tanta è l’emozione». Così don Michelangelo Tumini, che durante l’eucarestia di domenica ha celebrato i 50 anni di sacerdozio. Un traguardo importante, un sacerdote che dimostra di essere «figlio del Concilio Vaticano II». A confermarlo la folla di laici che si è riversata nella chiesa di Sant’Agostino. È lì, infatti, che per 35 anni don Michelangelo ha esercitato le sue funzioni di parroco fino ad oggi. Un auspicio la celebrazione di domenica, a dimostrazione dell’affetto e della stima di tutto il quartiere di Santa Maria.

Una storia, quella del sacerdote, fatta di attività concreta soprattutto fra i giovani e non solo. Perché nessuna guida spirituale può compiere la sua strada con la giusta consapevolezza senza dedicare la propria vita anche allo studio.

Nato a Casalanguida nel 1941 conserverà sempre un forte legame con i genitori, soprattutto quando iniziò a intraprendere la via che lo condurrà al presbiterato. Ha ricevuto l’ordinazione nella cattedrale di San Giustino nel 1966, dalle mani di Giovanni Battista Bosio. Il primo incarico è a Carunchio: «Quando sono arrivato lì non sapevo dove andare. E dopo tutti questi anni sento il peso di essere prete, indegno ministro di Dio. Ringrazio il Signore che mi ha preservato, dopo essere stato ordinato. Se ho mancato di carità continuate a pregare per me» dice don Michelangelo quasi commovendosi, dopo aver ringraziato le associazioni e i movimenti cittadini ai quali è sempre stato vicino. Un’attenzione costante per la missione educativa fra i giovani, da qui la sua attenzione da sempre viva per gruppi quali gli Scout (che durante la messa gli hanno dedicato una lettera), l’Azione cattolica, il Movimento Vincenziano, la Caritas, le suore Dorotee, i neocatecumenali.

Una vita di ricerca: dopo Carunchio il ritorno a Chieti, vicerettore del seminario diocesano. Si reca a Guilmi e in quel frangente consegue il dottorato in teologia al Laterano. Sarà poi l’arcivescovo Vincenzo Fagiolo a prenderlo come suo segretario fino al 1981 con la nomina a parroco di Sant’Agostino. È anche insegnante al seminario regionale di Catechetica e dommatica (e nelle scuole), responsabile dell’ufficio scuola della Curia e giudice al tribunale ecclesiastico regionale. Un excursus doveroso: alla celebrazione ci sono anche don Emiliano Straccini e don Stefano Buccione, vicario della parrocchia. Lì entrambi hanno mosso i loro primi passi: «Ricordo anche i genitori di don Michelangelo, esempio di laboriosità, onestà e fedeltà. Sono questi i valori cristiani che don Tumini ha incarnato, la presenza di tanti laici oggi ne è testimonianza» dice Straccini, mentre viene salutato anche don Panfilo Argentieri. Infine la sorpresa dei parrocchiani: festa di gioia e condivisione nel cortile del Paolo VI, dove risuonano le voci del Coro della Cintura diretto dal maestro Fabio D’Orazio.

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