Don Sebastian lascia Chieti per le favelas

Il padre missionario saluta dopo 8 anni i fedeli di San Domenico e vola tra i più poveri dell’Argentina
CHIEI. «Tristezza e malinconia via da casa mia perché entrambe lasciano la porta aperta al diavolo». Sono state le prime parole pronunciate da padre Sebastian Racioppi nella sua omelia di «commiato» ai fedeli della parrocchia di San Domenico e ai tanti universitari coi quali il sacerdote ha fatto un lungo percorso di fede durato 8 anni. Il padre missionario, fondatore della società San Giovanni, 40 anni appena compiuti, torna nella sua terra d’origine, l’Argentina, per dare conforto ai poveri delle baraccopoli a Cordoba. Martedì, alle 19,30, l’ultima messa celebrata in una chiesa stracolma tra sorrisi e occhi lucidi per la sua partenza da Chieti dove era arrivato 8 anni fa su richiesta dell’arcivescovo Bruno Forte per portare la parola di Gesù tra gli universitari. Missione pienamente riuscita. Dopo la messa tutti alla festa organizzata nella sala attigua alla parrocchia dei Dodici apostoli allo Scalo. Un salone zeppo di persone che hanno voluto manifestare a padre Sebastian tutta la loro riconoscenza e il loro affetto. «Torno in Argentina» ha detto ai fedeli «tra i più poveri che vivono nelle favelas». Oggi, alle 8, l’ultima messa a San Domeico poi la gita con i ragazzi del Cenacolo verso le basiliche più prestigiose della Capitale. In serata il volo verso l’Argentima. Il 21 luglio, invece, prenderà il suo posto un altro missionario, padre Josè, laureato in Filosofia e amico fraterno di don Sebastian. Alla fine della festa abbracci affettuosi e qualche lacrima. «Non vi abbandono» ha detto padre Sebastian ai presenti «ci incontreremo tutti i giorni nella preghiera».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

