«Don Stellerino, annunciatore del Vangelo»

Vasto, oggi a San Pietro l’addio al parroco con l’arcivescovo Forte. Bregantini: che intuizione Trsp
VASTO. Migliaia di persone hanno reso omaggio ieri alla salma di don Stellerino D’Anniballe, il prete editore, fondatore di Trsp morto giovedì all’età di 89 anni. Il feretro del parroco è stato portato nella chiesa di San Pietro in Sant’Antonio, la stessa che don Stellerino ha guidato per decenni: è stata allestita la camera ardente per dare modo alla sua comunità di salutarlo un’ultima volta. Tantissime le persone arrivate da Scerni, suo paese natale e da tutto il Vastese e anche dal vicino Molise. I funerali del parroco editore si terranno questa mattina, alle 10. La cerimonia funebre sarà concelebrata da monsignor Bruno Forte, arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, alla presenza delle autorità cittadine. Non potrà essere presente il vescovo metropolita della diocesi Campobasso-Boiano, monsignor Giancarlo Bregantini ma l’alto prelato ha inviato Forte un messaggio di cordoglio: «Abbiamo appreso, con dolore, la morte dell’indimenticabile don Stellerino», ha scritto monsignor Bregantini, «desidero inviare, a te, alla comunità diocesana e alla famiglia di don Stellerino, un pensiero vivissimo di condoglianze. Don Stellerino, infatti, è stato indomito e intelligente annunciatore del Vangelo, con i mezzi che la tecnologia oggi ci pone nelle mani. Ha sempre accresciuto il suo zelo e la sua passione, con passi progressivi e ben cadenzati, fino ad arrivare ai satelliti intercontinentali, perché diceva: “I nostri emigrati, in America, amano moltissimo seguire le nostre funzioni religiose e le solenne ricorrenze dei nostri eventi. Si sentono di casa, non vengono dimenticati, proprio per questo ho pensato di investire su uno strumento molto costoso, e vero, ma anche molto efficace”. Così, don Stellerino, ha creato un ponte che solo il suo cuore di pastore zelante poteva sostenere. Ricordiamo tutti l’esperienza che ci ha affidata, come vescovi, durante i periodi forti della Quaresima e dell’Avvento. C’eravamo tutti, sotto la sua vigile premura. La nostra diocesi, poi, è a lui particolarmente cara, perché ha raccolto l’eredità diretta, che lui ci ha affidato, in una nuova piattaforma che si sta rivelando preziosa e feconda, mantenendo anche la sua sigla Trsp, in continuità con il cammino precedente. Dal cielo siamo certi che lui pregherà per noi. Noi lo ricorderemo con grande affetto, usando la stessa tenerezza che il nostro sacerdote aveva all’inizio di ogni messa, mentre ricordava volti e nomi dei nostri cari parenti defunti. Ti chiedo di farti interprete del nostro pensiero, nel modo che riterrai più opportuno, nel desiderio vivo di non perdere la sua cara memoria». (p.c.)

