Don Vittorio morto per un malore in mare

10 Settembre 2021

La tragedia del parroco annegato a Rocca San Giovanni: domani al Sacro Cuore l’addio con l’arcivescovo

LANCIANO. Non è morto in conseguenza di un trauma don Vittorio Lusi, trovato senza vita lunedì scorso nel mare di Rocca San Giovanni. È il primo risultato a cui è giunta l’autopsia sul corpo del sacerdote, disposta dalla Procura di Lanciano ed eseguita ieri mattina, all’ospedale di Chieti, dal medico legale Pietro Falco. La perizia, durata 4 ore, non ha riscontrato traumi tali da giustificare il decesso. Al momento, l’ipotesi più probabile è quella del malore. Saranno gli ulteriori esami a stabilire se la morte in acqua sia sopraggiunta per annegamento o causa naturale. Falco si è riservato 90 giorni per le conclusioni.
Don Vittorio Lusi, che avrebbe compiuto 84 anni a novembre, era un esperto nuotatore e sub. Lunedì mattina era a Punta Cavalluccio per una nuotata. Qualcuno lo ha salutato dalla ciclabile della Via Verde mentre faceva il bagno. Poi, dopo le 12.30, una donna ha notato un corpo galleggiare a testa in giù nell’acqua. Subito sono accorsi i proprietari del vicino trabocco, che conoscevano don Vittorio come un assiduo frequentatore di quel tratto di costa e hanno aiutato la Capitaneria di porto di Ortona a recuperare il corpo.
A 4 giorni dalla disgrazia, Lanciano si prepara a dare l’ultimo saluto al prete degli ultimi. Nel pomeriggio, dall’obitorio di Chieti la salma torna a Lanciano: dalle 17 camera ardente nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, dove don Vittorio è stato parroco per 43 anni. Sempre qui, alle 10 di domani, l’arcivescovo Emidio Cipollone celebrerà le esequie. È prevista grande partecipazione: don Vittorio era molto noto e apprezzato. È stato direttore Caritas e fondatore della mensa dei poveri. Nell’ultimo periodo era responsabile delle celebrazioni liturgiche e sacramentali nella chiesa di San Pietro. «Abbiamo avuto l’onore e il piacere di averti tra noi», è il ricordo dell’associazione Orsa Minore Sub Lanciano, «le tue mitiche benedizioni in mare erano un momento di raccoglimento e felicità. Ti ricorderemo sempre con lo stesso sorriso con il quale eri capace di raccogliere tutti noi intorno a un Ave Maria o un Credo non recitato perfettamente a memoria, ma che si concludeva con un applauso e una tua immersione vicino alla statua del Cristo degli Abissi». (s.so.)