Donazione degli organi: il sì sulla carta d’identità

21 Giugno 2016

Chieti fa un passo in avanti nella cultura della solidarietà che può salvare vite Ora si può dare il consenso facendolo scrivere dal Comune sul documento

CHIETI. «Oggi anche noi entriamo nella civiltà». Così dicono il sindaco Umberto Di Primio e il vice Giuseppe Giampietro, che insieme a tutta l’amministrazione comunale aderiscono al progetto “Una scelta in Comune!”, iniziativa nazionale che riguarda la donazione degli organi e dei tessuti.

In collaborazione con il Centro Regionale Trapianti Abruzzo, oggi è possibile anche nella nostra città attraverso la compilazione di un modulo, dichiarare la propria volontà di donare gli organi e i tessuti nel momento in cui si richiede il rilascio o il rinnovo della carta d’identità. La scelta, che potrà essere modificata in qualsiasi momento, sarà registrata nel Sistema Informativo Trapianti (Sit), ovvero il data-base del Centro Nazionale Trapianti, consultabile dai medici del coordinamento una volta accertata la morte celebrale del cittadino. Sulla propria carta d’identità, poi, sarà facoltà del richiedente far inserire il consenso o il diniego alla donazione degli organi in caso di morte.

Nell’eventualità che non vi sia stata alcuna volontà dichiarata, viene data ai familiari la possibilità di autorizzare o meno la donazione. E se non vi è necessità di rinnovo o rilascio della carta di identità, oltre che in comune, la Asl Lanciano-Chieti-Vasto ha attivato tre sportelli nelle sedi Urp (uffici relazioni con il pubblico) aperti ogni giovedì dalle 12 alle 13. Un lavoro di formazione del personale amministrativo comunale permette oggi tutto ciò, grazie alla collaborazione di Lucia Liberatore della Asl, Stefania Fasciani e Alessandro Gattone (presidente e vice presidente dell’Aido, associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule: anch’essa può attestare la volontà di donare), la funzionaria del servizio anagrafe Christina Cavallucci. Gattone porta la sua testimonianza: «Mio figlio è venuto a mancare 22 anni fa. Io e mia moglie siamo stati i primi a Chieti a renderci disponibili per donare i suoi organi a chi ne aveva bisogno. Si sono salvate sei persone». Una scelta di civiltà e di altruismo. Lo ricorda anche la Fasciani, lei stessa si dovette sottoporre nel 2009 a trapianto. Così la Liberatore: «La cultura della donazione è fondamentale, bisogna sensibilizzare. Con il Comune stiamo pensando al coinvolgimento delle società sportive e delle scuole».