Donn.è compie un anno Trattati 44 casi di abuso

Il bilancio svela episodi di maltrattamenti commessi prevalentemente dai mariti Lo sportello dà gratuitamente ascolto, accoglienza, aiuto legale e psicologico
ORTONA. In un anno, sono 44 le donne, del territorio ortonese ma anche di fuori città, che si sono rivolte allo sportello del Centro antiviolenza attivato, il 12 ottobre 2013, all'ospedale “Bernabeo” di Ortona. Il servizio è gestito dalle volontarie di “Donn.è”, associazione di promozione sociale impegnata in azioni per sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Tutto ciò è particolarmente importante perché per la prima volta in Abruzzo all'interno di un ospedale è stata istituzionalizzata un'attività a supporto delle donne maltrattate. Ieri, in occasione di una conferenza stampa nell'atrio del Bernabeo, sono emersi i dati più significativi di un anno di attività dello sportello, che poggia le sue fondamenta tra una stretta e reciproca collaborazione tra l'associazione e l'azienda sanitaria, ed è stato anche il momento in cui le professioniste, ciascuna nel proprio ambito, hanno preso la parola per raccontare le attività svolte. Presenti anche: il presidente della commissione regionale “pari opportunità”, Gemma Andreini, il sindaco Vincenzo D'Ottavio e il consigliere comunale Nadia Di Sipio. «Lo sportello», rende noto il presidente di Donn.è, Francesca Di Muzio, «ha trattato 44 casi di violenza sulle donne. Queste sono state perpetrate, per la maggior parte, da mariti, conviventi. Due donne con figli minori sono state accompagnate in due strutture protette. Alcuni casi sono stati risolti, mentre altri sono ancora in itinere. Colgo l'occasione per ringraziare il lavoro di tutti i volontari, di tutta la rete, e del supporto di Pronto soccorso e Ginecologia».
Le operatrici hanno ricordato che lo sportello è a disposizione delle donne vittime di violenza alle quali vengono forniti gratuitamente: ascolto, accoglienza, informazioni, consulenza legale e psicologica, accompagnamento e mediazione linguistica per le straniere, nel rispetto assoluto della riservatezza. Il numero attivo 24 ore su 24 è 342 1696355. «Le donne che arrivano da noi», spiega la psicologa Michela Leone, «si trovano in una condizione di estrema fragilità. Noi ci poniamo nei loro confronti in una posizione di ascolto attivo e creiamo con le stesse un rapporto di empatia, di fiducia. Il percorso che affrontano non è semplice, è sicuramente delicato e ciascuna porta con sé la propria storia. Tra gli obiettivi più importanti: far riacquistare alle donne la propria consapevolezza di sé, la libertà di scelta». «Non sempre si arriva alla denuncia-querela o alla separazione», aggiunge il legale dell'associazione Laura Iubatti, «ma quando ciò avviene, nella massima libertà della donna, ci si incammina lungo il percorso legale che può essere anche lungo». La Iubatti chiede alle Istituzione politiche di supportare maggiormente le attività di Donn.è che si reggono, ora, soprattutto, su eventi di solidarietà e sponsorizzazioni private. (l.s.)
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