Donna strangolata, prima perizia pronta
VASTO. Sono trascorsi sessanta giorni dall’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco sul corpo di Daniela Marchi, 57 anni, la donna strangolata la sera dell’8 marzo dal compagno Joseph...
VASTO. Sono trascorsi sessanta giorni dall’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco sul corpo di Daniela Marchi, 57 anni, la donna strangolata la sera dell’8 marzo dal compagno Joseph Martella, 57 anni.La perizia sarà depositata a breve.
I difensori dell’uomo, gli avvocati Massimiliano Baccalà e Alessandro Orlando, attendono i risultati per decidere se chiedere o meno una perizia psichiatrica sul proprio assistito. Sono in molti a ritenere che l’uomo possa aver compiuto il gesto in un momento di stress, sopraffatto da un forte emozione. La sua mente può aver subito un black out. Lo confermano psicologi e criminologi.
Martella strangolò la propria compagna al termine di una discussione. Il motivo della lite resta un mistero. L’uomo ripete in maniera ossessiva il nome di Daniela, chiede scusa ma non racconta il motivo della sua rabbia. La difesa. «È come se avesse resettato», ha più volte dichiarato uno dei difensori di Martella, l’avvocato Massimiliano Baccalà. «Potremmo chiedere una consulenza medico-psichiatrica. Quella notte deve essere successo qualcosa fra il mio cliente e la compagna che ha sconvolto Joseph. Qualcosa che ha scatenato la sua ira ma di cui si è pentito non appena ha visto crollare il corpo di Daniela ai suoi piedi. Ora è come se avesse rimosso tutto».
Il capo d'imputazione per Martella è omicidio volontario. Le indagini della polizia si concentrano sul movente. L’appartamento resta ancora sotto sequestro. Gli investigatori hanno ascoltato molti conoscenti della coppia. Nessuno aveva mai notato screzi. Tanto meno problemi così gravi da sfociare in un omicidio.(p.c.)
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