Donne e minori arrivati in città: 54 profughi accolti dalle famiglie

Nelle case private teatine alloggiano 39 ucraine e 15 ragazzi minorenni, ma il numero aumenterà In albergo ospitate atlete della ginnastica ritmica. L’assessore: «Presto un incontro per conoscerli»
CHIETI . La macchina della solidarietà a favore degli ucraini procede spedita così come l’accoglienza dei profughi in città. Gli ultimi dati in possesso del Comune raccontano della presenza di 54 persone ospitate in case private, tutte donne e minori: un numero che non è altissimo ma che è destinato sicuramente a crescere, ed a cui bisogna aggiungere quello relativo agli ucraini accolti nelle strutture ricettive.
DONNE E MINORI
I dati appena citati permettono all’amministrazione comunale di avere un quadro aggiornato della situazione e lavorare alla pianificazione delle attività da mettere in campo per l’accoglienza e l’orientamento dei profughi. Entrando nel dettaglio, da Palazzo di città raccontano della presenza di 39 donne ospitate in alloggi privati, di cui 24 sopra i diciotto anni ed altre 15 minorenni. Ci sono poi ragazzi ucraini, altri 15, che non hanno compiuto la maggiore età. Sono tutte donne e minori, dunque, a cui però va aggiunta un’altra decina di profughi, tra cui diverse ginnaste che hanno chiesto di essere spostate a Chieti per allenarsi con la società sportiva di ginnastica ritmica. Alloggiano al Grande Albergo Abruzzo.
ALTRI IN ARRIVO
«Arriveranno in questi giorni numerosi profughi che verranno ospitati tra il Grande Albergo Abruzzo ed il Parco Paglia», rivela l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti. «Non siamo ancora a conoscenza, però, della data in cui saranno accolte. Ora che abbiamo i nominativi degli ucraini in città, comunque, stiamo organizzando un incontro di accoglienza e orientamento in una delle strutture del Comune dedicate a spazi ricreativi per bambini ed adulti».
LA PROCEDURA
L’assessore ricorda, poi, i passi da compiere per chi ospita un cittadino ucraino. È necessario effettuare la “dichiarazione di ospitalità” entro 48 ore al sindaco. I residenti di Chieti, Vasto o Lanciano devono inviarla alla questura o al commissariato. In alternativa è possibile comunicarlo presso i centri di riferimento. I cittadini ucraini in fuga dalla guerra, inoltre, possono recarsi presso i centri di accoglienza (il Pala Colle dell’Ara a Chieti) dove troveranno assistenza sanitaria, abitativa e potranno dichiarare la loro presenza sul territorio italiano. Lì potranno effettuare il tampone antigenico o molecolare. «Continuiano ad essere vigili», commenta l’assessore Maretti, «sulle presenze dei profughi nel nostro comune».
LE ATTIVITÀ
«Abbiamo costituito una rete di associazioni», conclude l’assessore al sociale. «Ora stiamo provvedendo ad aprire uno spazio aggregativo per donne e bambini ucraini». Questo potrebbe essere alla ludoteca di Chieti scalo, in viale Amendola. «Poi ci sono dei ragazzi che stanno entrando nelle scuole», conclude l’esponente della giunta comunale, «il processo del loro inserimento sociale è in corso».
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