Donne incinte e positive al Covid L’esperto: «Non sono vaccinate»

Aumentano le giovani in gravidanza contagiate e non immunizzate che arrivano in ospedale Il professor D’Antonio lancia l’appello: «Temono gli effetti collaterali, ma le dosi sono sicure»
CHIETI . Aumenta il numero delle donne in gravidanza positive al Covid. A lanciare l’allarme è il professore Francesco D’Antonio, responsabile del centro gravidanza alto rischio e medicina fetale dell’unità operativa complessa ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Chieti. «Quasi la totalità di loro non sono vaccinate», afferma l’esperto, «perché spaventate da eventuali ripercussioni sulla loro salute e su quella del bambino che portano in grembo». Un pericolo che per il professor D’Antonio non c’è: «Ad oggi ci sono dati importanti che dimostrano come la vaccinazione per le donne in gravidanza sia sicura tanto quanto quella per le donne che non sono incinte». È questo un motivo per cui le future mamme debbano vaccinarsi, ma non è l’unico: «Importanti studi», continua il professore, «identificano la donna incinta come una paziente ad altissimo rischio di sviluppare complicanze legate al Covid».
Ecco perché la vaccinazione risulta in questo momento fondamentale. «Solo negli ultimi tre giorni», continua il responsabile del centro gravidanza alto rischio e medicina fetale, «ne abbiamo contate cinque che sono arrivate in ospedale, di cui una sintomatica». I numeri non sono paragonabili a quelli della prima ondata, quando i medici hanno avuto a che fare con diverse pazienti che presentavano una sintomatologia grave, ma sta tornando ad essere significativo il dato di quelle che arrivano positive in ospedale. «Se non si promuove la vaccinazione delle donne in gravidanza, ci ritroveremo con giovani che presentano fattori di rischio enormi per lo svilupparsi della patologia severa. È necessario un cambio di passo su questo fronte, in caso contrario le donne incinte potrebbero rappresentare una quota significativa di quelle Covid in ospedale».
La procedura per loro prevede che vengano prese in carico secondo un approccio multidisciplinare. «Può arrivare in ospedale per una patologia di ordine ostetrico ed ovviamente in quel caso l’assistenza primaria spetta a noi che trattiamo le complicanze della gravidanza. Oppure può accadere, come sta avvenendo ultimamente, che possono arrivare per una complicanza specifica delle infezioni da Covid, che sia la tosse, la febbre o l’insufficienza respiratoria», continua D’Antonio. «Allora l’aspetto multidisciplinare diventa fondamentale».
Quindi il professore rilancia l’appello: «La vaccinazione in gravidanza è assolutamente sicura», garantisce. «Sottoponendosi alla dose le donne fanno del bene a loro stesse in quanto riducono il rischio di una forma severa dell’infezione da Covid. E allo stesso modo non causano danni al loro bambino».
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