Donne vittime di violenze: un aiuto arriva dal lavoro

Guardiagrele. Progetto finanziato per 350mila euro dalle Pari opportunità Zulli: sperimentiamo in rete i percorsi agevolati di inserimento occupazionale
GUARDIAGRELE. È giunta nei giorni scorsi al Comune, la comunicazione di aggiudicazione di un importante progetto ministeriale, dedicato alle donne in difficoltà, al quale l’ente ha partecipato in veste di partner. «Si tratta», spiega l’assessore comunale alle politiche sociali, Inka Zulli, «del progetto Eva (acronimo che sta per Empowerment verso l’autonomia delle donne) del valore complessivo di 350.000 euro, finanziato dal Dipartimento delle pari opportunità del Consiglio dei ministri, per ideare e realizzare interventi innovativi che favoriscano l’autonomia delle donne con vissuti di violenza, attraverso percorsi agevolati di inserimento lavorativo. Il progetto», precisa l’assessore Zulli, «investe su un sistema interconnesso di interventi da realizzare su tutto il territorio regionale e vede come capofila il Comune di Vasto che si occuperà del coordinamento del complesso delle attività. Altri importanti partner sono poi, oltre a Guardiagrele, i Comuni di Chieti, Pescara e Lanciano, alcuni Ecad come quello di Sulmona e Castel di Sangro, ed associazioni e cooperative del settore».
Zulli evidenzia che al Comune di Guardiagrele, sarà così offerta la possibilità di sperimentare dei percorsi di inserimento lavorativo a supporto delle donne vittime di violenza che si andranno ad integrare con il lavoro già avviato nella cittadina con la nascita di un nuovo punto di riferimento per donne vittime di violenza, creato in collaborazione con il centro antiviolenza Alpha di Chieti.
«Grazie al progetto», continua Zulli, «tutte le donne abruzzesi, beneficeranno dei vantaggi derivanti dalla costituzione di una rete regionale per l’ empowerment e l’inserimento lavorativo. Ciò comporterà un moltiplicarsi delle occasioni di lavoro, non più unicamente su scala locale, ma principalmente a livello regionale e nazionale».
Zulli ricorda che negli ultimi anni, nonostante i Centri antiviolenza abruzzesi abbiano svolto un ruolo decisivo nell’azione di accompagnamento all’inserimento delle donne, non esiste ancora un modello condiviso e strutturato di interventi di empowerment e di inclusione, universalmente condiviso tra i Centri antiviolenza regionali. «Ora, con questo progetto», conclude Zulli, «si intende ideare e sperimentare un modello d’intervento da mettere a sistema, in modo da raggiungere tutte le aree regionali, dalla costa alle zone montane». Il progetto Eva, coinvolge i principali Centri Antiviolenza abruzzesi, le principali associazioni di categoria, i Comuni delle 4 province e l’Anci.
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