Dopo 10 anni, la Sasi rimborserà il Comune

Il lungo contenzioso finisce con un accordo e la società idrica dovrà versare 2 milioni e mezzo di euro
ATESSA. Si conclude una vicenda quasi decennale che ha visto contrapposti il Comune e la Sasi, società per il servizio idrico integrato. Dopo carte bollate, sentenze e ricorsi, le due parti sono arrivate a un accordo bonario: la Sasi deve rimborsare il Comune per 2.586.927 euro di cui 1.824.721 già liquidati; inoltre, oltre ai 762mila euro di residui la Sasi rimborserà spese di gestione e manutenzioni delle reti idriche anticipate dal comune per 160.756 euro l’anno saranno pagati i mutui in scadenza contratti dal Comuni. A ben ragione, il vicesindaco Vincenzo Pellegrini parla di una «Boccata di un enorme impatto positivo sul bilancio dell’Ente. Ringrazio il presidente della Sasi, Domenico Scutti, per la disponibilità dimostrata, gli uffici comunali che con meticolosità certosina hanno ricostruito tutta la vicenda».
La controversia è sorta dopo che sono passate, nel 2002, le reti acquedottistiche e fognarie dal Comune, che aveva sostenuto delle spese e dei mutui per costruirle e ammodernarle, alla Sasi. Società, quest’ultima, che inizialmente aveva quantificato un rimborso di circa 100mila euro l’anno. Contro tale somma il Comune si è opposto iniziando un contenzioso che è andato avanti per un decennio. Oltre Atessa in altri novantuno comuni la Sasi è subentrata nella gestione delle reti idriche e fognarie. Dal 1 gennaio 2003 il nuovo gestore ha provveduto alla riscossione delle tariffe e avrebbe rimborsato i Comuni delle spese sostenute e anticipate per assicurare, fino allora, la continuità del servizio. Le parti si sono dichiarate disponibili a chiedere una cessazione del contendere nel giudizio civile pendente presso la Corte d’Appello de L’Aquila la cui udienza era stata fissata per il prossimo 14 ottobre. (m.d.n.)
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