Dopo Di Primio, primi accordi: pronti De Cesare e Formichetti

28 Giugno 2019

Le dimissioni del sindaco accelerano le trattative per la corsa al Comune: si muovono le liste civiche La Lega vuole ipotecare la candidatura con Di Stefano. Aceto lancia la sfida. Scontro Colantonio-Febbo

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio ha ancora 10 giorni di tempo per ritirare le dimissioni: andare avanti per un altro anno nonostante la lite con Forza Italia o mandare tutti a casa e dare il benvenuto a un commissario. Il termine per prendere la decisione scade il prossimo 7 luglio. Ma il futuro dell’amministrazione di Chieti si decide tra oggi e martedì, giorni in cui è convocato il consiglio comunale sul bilancio.
CORSA AL COMUNE. E l’incertezza in Comune, adesso, accelera le trattative per il dopo Di Primio: il sindaco, presenza fissa in municipio da 26 anni e giunto al secondo mandato, non può più ricandidarsi. E, a oggi, Di Primio non ha nemmeno l’intenzione di correre da consigliere: nel 2020 vuole lasciare. In questi giorni, si rincorrono le ambizioni personali: al di là dei nomi noti della politica, uno dei papabili sembra Paolo De Cesare, giovane imprenditore e figlio del costruttore Angelo. Componente del cda del Teatro Marrucino, consigliere della Camera di commercio e presidente dell’Ance giovani, De Cesare è ben visto dal capo di Forza Italia, Silvio Berlusconi in persona che potrebbe dare la sua benedizione.
LA LEGA AVANZA. Ma la scelta del candidato sindaco di Chieti è legata anche agli equilibri politici regionali: se a Pescara l’ha spuntata Forza Italia con Carlo Masci, la Lega potrebbe mettere l’ipoteca su Chieti. In questo caso, un nome su tutti potrebbe essere quello dell’ex senatore Fabrizio Di Stefano: alle elezioni regionali del 10 febbraio scorso, Di Stefano ha accettato di fare un passo indietro ritirando la sua candidatura a governatore dopo un incontro con il vicepremier Matteo Salvini. Quel passo indietro, ora, potrebbe valerne due avanti. In casa Lega, però, si fanno anche altri nomi: uno è l’avvocato Anna Lisa Bucci, candidata alla Regione con 2.580 voti, l’altro è Antonello D’Aloisio, candidato alle europee (9.814 preferenze).
LISTE CIVICHE. Stavolta, le liste civiche distanti dalla politica potrebbero avere un peso rilevante: un’ipotesi è quella di Maurizio Formichettti, dipendente della prefettura e fiduciario della Rcs per l’organizzazione del Giro d’Italia. Estraneo alla politica, Formichetti potrebbe essere espressione dell’orgoglio teatino: le trattative sono in corso. Dello stesso gruppo, fa parte anche Stefano Marchionno, avvocato e presidente dell’associazione Noi del Vico: se Formichetti dicesse sì, Marchionno lascerebbe campo libero ma in un’eventuale lista avrebbe sempre un ruolo da protagonista.
ACETO C’È. Tra gli amministratori in carica, uno che potrebbe pensare di fare il sindaco è Liberato Aceto: presidente del consiglio comunale con la lista Noi Domani, è stato anche consigliere regionale. Stessa ambizione per Mario Colantonio, assessore in quota Forza Italia che però appare sempre più distante dal partito e da Mauro Febbo: in consiglio, i 5 consiglieri forzisti sono schierati contro la giunta.
PD-CIVISMO. Nel centrosinistra, Luigi Febo potrebbe tentare una rivincita anche se, per ora, non sembra esserci accordo nel partito. Anche perché i consiglieri Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio sarebbero pronti a cercare un dialogo con le liste civiche. Tra civismo e politica, è ancora in bilico la scelta del gruppo Chieti. Da capo con Stefano Rispoli, Enrico Raimondi e Mario Troiano.
STALLO M5S. Si discute ma senza ancora una decisione nel M5S: il consigliere Ottavio Argenio resta uno dei papabili nella corsa a sindaco.
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