Dopo elezioni, Pasquantonio: «Di Paolo vincitore morale»

CHIETI. «Bruno Di Paolo è il vincitore morale, in città, delle ultime elezioni regionali. Con le sole sue forze ha dimostrato, ancora una volta, di avere un alto gradimento politico da parte degli...
CHIETI. «Bruno Di Paolo è il vincitore morale, in città, delle ultime elezioni regionali. Con le sole sue forze ha dimostrato, ancora una volta, di avere un alto gradimento politico da parte degli elettori teatini ottenendo ben 1.299 voti sui 2501 totali conseguiti in tutta la provincia». Angelo Pasquantonio, segretario provinciale di Giustizia sociale, difende ed esalta il leader del partito Di Paolo che, a Chieti città, ha sbaragliato molti dei suoi concorrenti alle urne sia di centrodestra che di centrosinistra pur non riuscendo a strappare un incarico da consigliere regionale nell’amministrazione D’Alfonso, il candidato presidente sostenuto. Poco male secondo Pasquantonio che rimarca, comunque, un’affermazione elettorale che potrebbe anticipare la prossima candidatura a sindaco di Bruno Di Paolo.
Il quale, dalla sua parte, può vantare numeri importanti frutto soltanto del lavoro personale e di quello profuso sul territorio dalla ben assortita squadra di Giustizia sociale. «Bruno Di Paolo si è reso protagonista di una prova di forza personale che è resa ancor più evidente se rapportata ai consensi ottenuti dai candidati della giunta Di Primio letteralmente surclassati» attacca Pasquantonio «in termini numerici». Il riferimento è ai voti raccolti alle urne, rispettivamente, da Marcello Michetti, presidente del consiglio comunale, e dagli assessori Antonio Viola e Alessandro Bevilacqua. «La somma dei voti avuti dai tre candidati dell’amministrazione Di Primio in città equipara» tuona Pasquantonio «il risultato singolo di Di Paolo senza dimenticare come la candidata del partito del sindaco, il consigliere Stefania Donatelli, abbia ottenuto a Chieti appena 465 preferenze. Di Primio non ha più il consenso di cui si vanta e la sua amministrazione è giunta al capolinea. La magra figura fatta alle elezioni lo dimostra». (j.o.)
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