Dopo la bufera si contano i danni: lavori per togliere fango e detriti

A Bomba problemi a strade e parco, a Piazzano interviene la EcoLan, volontari impegnati ad Altino Preoccupano gli alberi pericolanti sul Sangro. Agricoltori decisi a chiedere lo stato di calamità
ATESSA. Il peggio sembra passato e le previsioni meteo fanno ben sperare per l’arrivo dell’estate. Il transito dell’ultima perturbazione però ha lasciato, oltre a tanta paura, danni e polemiche. Danni ad alcune abitazioni, allagate ai pianterreni, e a diverse colture invase dall’acqua proveniente da esondazioni e smottamenti di fiumi e torrenti. Polemiche perché il dito è puntato verso la scarsa o assente manutenzione dei corsi di acqua. Nei giorni scorsi esondazioni, scantinati allagati, strade danneggiate, un paio di famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni.
TORRENTE APPELLO
«Ci siamo svegliati con mezzo metro di acqua in casa e 70 centimetri fuori. Siamo stati costretti a buttare diversi elettrodomestici e mobili, abbiamo danni alle porte e ad altre cose», racconta Ernesto che abita vicino al torrente Appello a Piazzano di Atessa, che è esondato. Anche se parte del torrente nei mesi scorsi è stato sottoposto a pulizia, mancano diversi tratti da bonificare. «Bisogna prendere provvedimenti in tempo e ovunque, sono anni che lottiamo contro questo stato. Ringrazio comunque il Comune e l’Ecolan che si sono adoperati per togliere l’acqua che ci ha invaso».
BOMBA
Chiusura, per ordinanza sindacale, del parco pubblico comunale, chiusura al traffico veicolare e pedonale del ponte di Fosso Zambronio in località Bucache, chiusura al traffico veicolare di via Sant’Anna diramazione alla sinistra della chiesa, piazzetta di via Pallano. «Stiamo cercando di trovare la strada utile e praticabile per il risarcimento danni delle aziende agricole che hanno subito danni in prossimità del lago» afferma il sindaco Raffaele Nasuti. Le abbondanti piogge hanno ingrossato due torrentelli, uno dei quali forma una cascata nel parco, facendoli straripare trasformando piazza Matteotti in un lago di detriti, fango e nuove cascatelle. La piazza è stata quasi completamente ripristinata ma il problema è il deflusso dei corsi d’acqua che confluiscono in un canale sotto la piazza, otturato da detriti e fango.
MANUTENZIONE CORSI D’ACQUA
È al lavoro Massimo Zinni, giovane agricoltore di Bomba: tira via con idrovore l’acqua dalle serre allagate dal Sangro e dal torrente Zambronio. Ha le idee chiare: «Di pioggia ne è venuta giù tanta ma vogliamo parlare dell’assenza di manutenzione? Sul Sangro ci sono alberi che hanno un diametro di 3 metri e un’altezza di 40 metri, senza considerare rovi e sterpaglie. Se arriva una piena quegli alberi, come è successo in questi giorni, cadono e fanno l’effetto tappo e il fiume può straripare. Mi appello alle istituzioni: fate manutenzione, i corsi d’acqua devono essere puliti e monitorati, non è possibile lasciarli all’abbandono». Diversi sono i danni economici che Zinni ha subito: oltre alle serre ci sono due ettari di pescheto e un ettaro di ficheto, per i quali ha chiesto un riconoscimento di calamità.
ALTINO
La situazione è tornata sotto controllo, per quanto riguarda il Sangro, Aventino (contrada Scosse) e Rio Secco. «Grazie ai volontari della Pegaso e alla struttura del Comune» dice il sindaco Vincenzo Muratelli, «per il lavoro fatto sul controllo, anche notturno, sulla situazione fluviale e per gli interventi per scongiurare situazioni di pericolo. Personalmente», continua, «ho più volte segnalato la pericolosità del fiume Aventino a Regione, Provincia e Prefetto, evidenziando la necessità “urgentissima” di interventi per la ripulitura e messa in sicurezza di questo importante alveo fluviale che scorre principalmente a ridosso dei nuclei abitati di Casoli e Altino».
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