Doposcuola e laboratori per oltre mille ragazzi

Ortona. Progetto finanziato con 335mila euro per la fascia d’età dai 5 ai 14 anni Il Cipa: così gli istituti possono potenziare la loro funzione di presidio educativo
ORTONA. È denominato “I C.a.re! – Creare azioni in rete” il progetto presentato da Cipa Onlus- Centro di informazione prevenzione e accoglienza di Ortona e selezionato insieme ad altri 83 dall’impresa sociale “Con i bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, tra i 432 che hanno partecipato al Bando nuove generazioni rivolto a bambini e ragazzi di età tra 5-14 anni. Il progetto che vede il Cipa nel ruolo di soggetto capofila, ha dato vita a un’interessante esperienza di co-progettazione realizzando una rete di 16 partner, tra cui 4 istituti comprensivi, 2 enti locali (Ecad degli ambiti distrettuali Sociali n. 10 “Ortonese” e n. 13 “Marrucino”), la Regione e l’Istituto universitario salesiano Torino “Rebaudengo” (Iusto), oltre a valide e competenti realtà associative del territorio. Il progetto stesso, che si ispira all’insegnamento di due grandi educatori quali don Bosco e don Milani e finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini” per un totale di 335mila euro, avrà una durata di 30 mesi e coinvolgerà 1.190 minori e 320 nuclei familiari appartenenti ai due ambiti sociali partner, con un’attenzione particolare per i più vulnerabili. “I C.a.re!” prevede tre linee di azione che si intersecano ed incidono su tutte e tre le aree fondamentali della vita dei minori: scuola, famiglia e territorio.
«Le scuole sono il fulcro del progetto, lo spazio in cui le azioni trovano il punto d’unione grazie al potenziamento della loro funzione di presidio educativo, specialmente nei centri più piccoli e isolati dove non sono presenti altri servizi», dicono dal Cipa. Per la prevenzione del disagio scolastico nasceranno le “Officine dei ragazzi”, laboratori ad alto contenuto tecnico, e sarà attivato un doposcuola intergenerazionale per il recupero dei gap formativi e l’acquisizione di un metodo di studio efficace. Per il sostegno dei minori a rischio è prevista “Famiglie accoglienti”, finalizzata alla creazione di una rete di famiglie amiche che offrano vicinanza competente ai nuclei familiari fragili, e l’apertura per cinque giorni a settimana di un centro diurno in cui i ragazzi sperimenteranno attività sportive, laboratori didattici, espressivi e di orticoltura. Inoltre per promuovere la cittadinanza attiva e offrire opportunità educative, il progetto propone anche un percorso laboratoriale di architettura partecipata volto alla rigenerazione dei luoghi di aggregazione spontanea di minori e famiglie e l’attivazione di un servizio sperimentale di “educativa di strada”.
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