Doppie dimissioni, strappo all’Ateneo

3 Ottobre 2014

I docenti Sargiacomo e Briolini lasciano il Cda della Fondazione D’Annunzio per protesta contro un atto del dg Del Vecchio

CHIETI. Dimissioni doppie che sanno di strappo con l’Ateneo. Massimo Sargiacomo, prorettore e docente insigne dell’area di Economia Aziendale, e Federico Briolini, giovane nome di spicco dell’area giuridica dell’Università di Chieti e Pescara, hanno lasciato ieri mattina il Cda della Fondazione D’Annunzio. Sargiacomo ne era vice presidente. Ma la loro protesta non è contro Franco Cuccurullo, ex rettore e presidente dell’istituzione accademica che ha sede nel palazzo del Cesi, punta di diamante dell’Ateneo. Il motivo dell’addioi si riassume in poche parole: esiste un esposto in procura contro la Fondazione deciso dal direttore generale, Filippo Del Vecchio, ma tenuto nascosto per mesi a Sargiacomo e Briolini che sono membri del Cda della Fondazione nominati dall’Ateneo. In altre parole sono le due persone di fiducia che il rettore, Carmine Di Ilio, ha scelto per rappresentare la sua Università nella Fondazione. Ma nessuno li ha avvisati della denuncia. La loro protesta è contro un atto del dg, ed è stata formalizzata con dimissioni che sono motivate nel merito. I due docenti non rilasciano commenti. Ma sanno che l’esposto è stato presentato in procura il 10 gennaio del 2014, a ridosso delle denunce che il Cus Chieti inoltrò all’autorità giudiziaria contro la decisione dell’Ateneo di sospendere il loro contratto milionario. Vista la coincidenza temporale, non poteva che essere la risposta dei vertici amministrativi della D’Annunzio finiti sott’attacco. Ma perché tenere all’oscuro i due docenti espressione della stessa Università nella Fondazione denunciata? Sargiacomo e Briolini, prima di prendere la drastica decisione delle dimissioni, hanno chiesto spiegazioni al rettore, Di Ilio, sul perché dell’esposto tenuto segreto. Ma nessuno dei due ha ricevuto risposte esaustive. Altra verifica è stata fatta sui verbali del Cda dell’Ateneo. L’organismo decisionale della D’Annunzio doveva essere informato dell’iniziativa penale contro la Fondazione di Cuccurullo. Ma nei verbali non v’è traccia della denuncia che ha innescato un’inchiesta affidata alla Finanza. Così risulta da verifiche fatte dalle stessa Fondazione che, recentemente, ha ricevuto una visita da parte delle Fiamme Gialle, senza alcun seguito penale. L’epilogo della vicenda, che sa di strappo senza precedenti, si è consumato ieri. Il rettore, contattato per avere da lui un commento, risponde definendole questioni interne all’Università. Abbiamo cercato il direttore generale per sentire la sua versione. Ma il cellulare ha squillato lungo prima che la chiamata venisse interrotta dall’altra parte.