Dormono sul posto di lavoro, licenziati

La società che gestisce i parcheggi a pagamento manda a casa due dipendenti: un investigatore privato li ha sorpresi
CHIETI. Sorpresi a dormire e a parlare con un amico. E licenziati. «Mi sono avvicinato alla sbarra e ho visto il parcheggiatore dormire sulla sedia». È la notte tra il 2 e il 3 agosto del 2016: un testimone racconta che il dipendente della Blu Parking, la società che gestisce i parcheggi a pagamento della città, si trova nella guardiola del parcheggio di via Papa Giovanni, dove c’è la centrale operativa, ma non controlla i monitor del sistema di videosorveglianza di tutti i parcheggi coperti. Alle 3,15 circa il parcheggiatore cede al sonno: è seduto sulla sedia della sua postazione e rimane così, «sempre nella stessa posizione», fino alle 4,30 quando finalmente si sveglia e riprende a controllare i monitor della centrale operativa. Non sa che qualcuno sta “spiando” i suoi movimenti, compreso gli stati di sonno e veglia: si tratta di una società di investigazione privata assoldata dalla Blu Parking di Alfiero Marcotullio che non ha il compito di controllare lui ma che, accidentalmente, riporta a Marcotullio anche questo dettaglio. Gli investigatori privati erano stati chiamati, si legge nell’ordinanza del giudice del lavoro Ilaria Prozzo che ha trattato il caso, «per verificare il corretto utilizzo delle tessere di abbonamento» e in ragione «di furti e danneggiamenti denunciati dalla clientela del parcheggio. L’oggetto del controllo non era, dunque, l’attività lavorativa». E nonostante tutto, ci vanno di mezzo anche i dipendenti. Oltre a quello che si addormenta sulla sedia della guardiola, ce n’è un altro che finisce nei guai. Nella notte tra il 19 e il 20 agosto del 2016, il dipendente in questione avrebbe dovuto lavorare sempre al parcheggio di via Papa Giovanni dalle ore 22 del 19 alle 6 del 20. Ma viene pizzicato a parlare per circa un’ora e mezzo «con un personaggio del posto» mentre è ancora dentro la guardiola. Poi, riferisce un testimone, «è uscito fuori e ha continuato a parlare con questa persona per un’altra ora e mezza davanti alla guardiola». E infine, anche quando la persona se ne va, lui «è rimasto fuori dalla guardiola per più di un’ora». Il 31 gennaio scorso Blu Parking licenzia entrambi i lavoratori.
I due fanno ricorso al giudice del lavoro che, due giorni fa, ha dato ragione alla Blu Parking assistita dall’avvocato Massimiliano Matteucci. È passata la tesi della difesa secondo cui il comportamento dei due lavoratori ha «notevolmente intaccato il rapporto di fiducia con la Blu Parking». Contro l’ordinanza della Prozzo verrà con grande probabilità proposto appello.
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