Dragaggio del porto: lavori fermi e polemiche

Ortona. Iter infinito, il 12 marzo si chiuderà la gara per le analisi delle sabbie L’ex consigliere Cieri attacca la giunta: «Troppi ritardi, tempi non rispettati»
ORTONA. Il 12 marzo si chiuderà la gara per la caratterizzazione delle sabbie, analisi necessariamente da ripetere nell’iter che dovrà portare al dragaggio dello scalo marittimo di Ortona. Quelle effettuate in precedenza sono infatti scadute, rendendo indispensabile un nuovo esame, tappa fondamentale nel percorso che sembra infinito e che dovrà portare all’intervento di escavazione dei fondali. Ma quando la città potrà effettivamente vedere concretizzarsi i lavori di dragaggio? Se lo chiedono un po' tutti, considerando il fatto che il rilancio dello scalo di San Tommaso e dell’economia ortonese passa attraverso questa operazione. Burocrazia, ricorsi, sentenze hanno rallentato fino ad oggi il procedimento su cui si è tanto dibattuto. Ricordiamo che il Consiglio di Stato ha riassegnato i lavori alla Dragaggi srl, la ditta prima classificata nella gara di appalto e che si era vista annullare l’aggiudicazione dal Tar Abruzzo. Il Comune, nel frattempo, non aveva firmato il contratto con la seconda ditta, azione che era sembrata fattibile, ma che date le decisioni dei giudici avrebbe causato per l’ente stesso un esborso quale risarcimento di una sostanziosa penale. Ora si attende la nuova caratterizzazione delle sabbie.
In merito, qualche giorno fa si è espresso anche l’ex consigliere comunale Tommaso Cieri, polemico verso l’amministrazione Castiglione. «Abbiamo appreso che è in via di definizione la procedura per la gara di appalto per le analisi delle sabbie del porto di Ortona, per poi procedere alle operazioni di dragaggio», ha scritto sul suo profilo facebook. «Deve essere stata una scelta molto ragionata, se si considera che sono passati quasi due anni da quando questa nuova amministrazione si è insediata. Però a conforto c’è la rassicurazione del primo cittadino che “riusciremo ad effettuare il dragaggio nei tempi previsti”», ha aggiunto Cieri. «Quali tempi siano previsti non si sa. C’è una cosa che non torna, perché per dragare il porto di Pescara, per approntare tutte le procedure dico, sono bastati non più di un paio di mesi… Misteri della politica».
Dell’escavazione dei fondali è tornato a parlarne anche il sindaco Leo Castiglione nell’ultimo consiglio comunale, confermando che al di là della data del 12 marzo chiamata ad aggiungere un nuovo tassello nel percorso verso il dragaggio, gli uffici comunali «stanno lavorando per accelerare i tempi perché sarà un iter lungo e tortuoso». Ecco perché si è appellato a tutti i membri del consiglio comunale affinché si dia «l’immagine di una città unita», poiché «su certi argomenti si fa squadra». Ricontattato nelle ultime ore dal Centro, Castiglione ha aggiunto che «l’impegno è quello di lavorare con la Regione per accelerare i tempi e per arrivare il prima possibile all’esecuzione dei lavori».
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