Droga dai Balcani: non patteggia e viene assolto

19 Novembre 2015

VASTO. Due anni fa le manette scattate ai suoi polsi mentre era lontano 600 chilometri. Martedì sera i giudici del tribunale di Vasto, (presidente Bruno Giangiacomo, a latere Fabrizio Pasquale e...

VASTO. Due anni fa le manette scattate ai suoi polsi mentre era lontano 600 chilometri. Martedì sera i giudici del tribunale di Vasto, (presidente Bruno Giangiacomo, a latere Fabrizio Pasquale e Stefania Izzi) hanno assolto con formula ampia Andrea Florio dall’accusa di associazione a delinquere ai fini di spaccio. «Il mio cliente ha sempre negato di far parte di un’associazione dedita allo spaccio rifiutando anche il rito abbreviato e il patteggiamento», ricorda il difensore, l’avvocato Raffaele Giacomucci. Le motivazioni della difesa hanno convinto il tribunale. L’operazione in cui venne coinvolto Florio scattò il 6 ottobre 2013 e venne denominata "Car wash". Dieci persone furono arrestate dai carabinieri del comando provinciale e della xompagnia di Vasto e furono sequestrati 5 chili di droga. Le manette scattarono su disposizione di David Mancini, della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Base operativa era un autolavaggio a Vasto (da qui il nome dell’operazione) gestito da un 32enne di Napoli che aveva legami con la criminalità campana. L’indagine prese il via nel novembre del 2011 quando in Lombardia fu fermato un agente della polizia penitenziaria di Vasto che trasportava nella sua auto 77 chili di marijuana. Ricostruendo le sue amicizie in città, si arrivò all’autolavaggio e all'organizzazione criminale che operava e spacciava nel Vastese con una rete efficiente di spacciatori che si estendeva anche in Puglia, Molise e Lombardia. A rifornire la droga un clan albanese attivo in provincia di Bari che acquistava la merce nei Balcani. Nel Vastese arrivavano in media ogni mese non meno di 5 chili di stupefacente, in gran parte eroina, che fruttavano più di 200mila euro. (p.c.)