Droga dalla Puglia, un arresto a San Salvo

11 Giugno 2024

Tocca anche la provincia di Chieti la maxi operazione della Finanza di Bari con 31 misure cautelari

SAN SALVO. Tocca anche la provincia di Chieti la maxi operazione della guardia di finanza di Bari su un’associazione per delinquere che trafficava fiumi di droga, in particolare cocaina e hashish, tra la Puglia e le zone costiere dell’Abruzzo. Tra i 31 destinatari di misura cautelare c’è Simone Di Gregorio, 45 anni, originario di Atessa, fino a ieri ai domiciliari a San Salvo per un altro procedimento. Ad arrestarlo sono state le fiamme gialle del comando provinciale di Chieti: l’uomo è ora rinchiuso nel carcere di Vasto. Nei suoi confronti è scattato anche il sequestro di due terreni e di una Jeep Renegade.
Il centro degli affari era Orta Nova, in provincia di Foggia, dove il clan Gaeta è da tempo operativo. Ma l’attività del gruppo si espandeva anche alle province di Barletta-Andria-Trani, Bari, Teramo e, appunto, Chieti. L’ordinanza è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Rosa Caramia, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Bari, nei confronti di 29 persone finite in manette (15 in carcere e 14 ai domiciliari) e di due sottoposte all’obbligo di dimora. Oltre ai provvedimenti restrittivi, è stato disposto il sequestro di beni del valore di oltre due milioni di euro. Secondo gli inquirenti, il presunto sodalizio aveva una «elevata capacità organizzativa», una «rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali», oltre a disporre di una «cassa comune e di una vera e propria contabilità di esercizio». Agli indagati sono contestati i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, oltre che produzione, traffico e detenzione illecita di droga. Tra gli arrestati ci sono Andrea Gaeta, 53enne, nipote del boss di Orta Nova Francesco e già imputato per un tentato omicidio, Michele e Mariano Scuccimarra (61 e 33 anni) e Michele Aghilar (40): sono loro i principali indagati. Le indagini sono iniziate nel maggio 2019 come stralcio di un’altra inchiesta su un gruppo criminale di Bari Vecchia. L’organizzazione avrebbe dunque rifornito di droga diverse piazze pugliesi e abruzzesi, adoperando «strumenti di comunicazione criptati e a circuito chiuso, mimetizzando le attività illecite in strutture adibite ad attività commerciali» e usando «nelle conversazioni un linguaggio allusivo: con “1p” gli indagati indicavano un panetto da 100 grammi di droga, con “una” si riferivano a una cassa da circa 30 chili, mentre il denaro veniva individuato con la parola “documenti”. L’organizzazione avrebbe garantito anche l’assistenza legale e il mantenimento dei sodali arrestati». Sono stati sequestrati 28 terreni, 7 appartamenti, 900mila euro in contanti, polizze vita, conti correnti e due automobili. Le indagini hanno permesso di sequestrare, nel corso del tempo, 150 chili di hashish e 200mila euro in contanti». (g.let.)
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