Droga e armi, blitz nel Vastese: arresti a San Salvo e Casalbordino

28 Ottobre 2021

Filone chietino dell’inchiesta partita da San Severo su maxi rifornimenti di eroina e cocaina sulla costa Emesse 11 misure cautelari. Il casalese, 36 anni, è ai domiciliari, ricercato all’estero il sansalvese 40enne

VASTO. Operazione Coffee shop: blitz antidroga all'alba nel Vastese. Individuato un nuovo corridoio di spaccio dalla Puglia al Vastese. Ieri mattina gli uomini della questura di Foggia hanno bussato a casa di un quarantenne di San Salvo e di un coetaneo di Casalbordino. Nello stesso momento sono scattate perquisizioni a San Severo (Foggia) e a San Giacomo degli Schiavoni (Campobasso). Undici le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Foggia a carico di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di arma clandestina e di ricettazione. Sei sono finiti in carcere, altri cinque ai domiciliari. Sequestrati sei chili di stupefacente del tipo cocaina ed eroina, nonché diversi chili di marijuana e hashish e un arsenale di armi fra cui due pistole con matricola abrasa, munizioni e un kalashnikov. Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, sono state condotte dal personale del commissariato di San Severo e della squadra mobile di Foggia, in collaborazione con il Reparto prevenzione crimine e il supporto delle unità cinofile, degli artificieri e del Reparto volo di Bari. Questi i destinatari delle misure cautelari: Giovanni Spinazzola, 62 anni, ai domiciliari; Severino Pio La Marca, 33, in carcere; Luciano Marinelli, 58, in carcere; Daniele Di Fino, 39, ai domiciliari; Nicola Forte, 39, ai domiciliari; Marivan Evstatiev, 34, in carcere; Sergio Bucci, 39, ai domiciliari; Enrico Caporrelli, 36, di Casalbordino, ai domiciliari; Lino Amodio Sabetta, 31, in carcere, e Luigi Sabetta, 53, in carcere. Manca il sansalvese.
IL FILONE VASTESEA San Salvo gli agenti sono andati via a mani vuote. Il quarantenne che farebbe parte dell'associazione è all'estero. La polizia lo sta cercando. Lui e altri indagati, secondo gli investigatori, avrebbero fatto parte di una rete di spacciatori che si riforniva nel quartiere San Bernardino, a San Severo. Proprio la presenza nel quartiere di persone del Vastese e del Molise ha insospettito la polizia. I due vastesi avrebbero comprato a più riprese ingenti quantità di eroina e cocaina che poi veniva rivenduta nei paesi di residenza. Il lavoro degli investigatori ha consentito di ricostruire i loro movimenti. L'acquisto della droga avveniva in un locale gestito da un pregiudicato di San Severo. I numerosi consumatori, dopo aver acquistato la droga, erano soliti intrattenersi per testare la qualità dello stupefacente: da qui il nome dell’operazione “ coffee shop”.
I PUSHER«La rete di spacciatori», ha spiegato il questore di Foggia Paolo Sirna, «agiva in base a un modus operandi ben collaudato. L’acquirente, presi i contatti telefonici con il venditore, lo raggiungeva a San Bernardino dove acquisiva lo stupefacente. La droga talvolta veniva consegnata dal venditore; in altri casi, avvenuto l’incontro, il cliente veniva accompagnato in un luogo dove prelevava egli stesso la droga in punti convenzionali, secondo le indicazioni ricevute, in locali attigui ai luoghi di spaccio, in intercapedini o sotto le tettoie difficilmente visibili dall’esterno. Nelle comunicazioni telefoniche usavano linguaggi criptici, tipici degli ambienti malavitosi per indicare la droga, i punti di incontro e le modalità della cessione. Per eludere i controlli avevano creato le vedette».
I POSSIBILI SVILUPPIDalle indagini è emerso che il sistema di affiliazione era talmente collaudato che nei casi in cui il compratore, a seguito di un controllo delle forze dell’ordine e il sequestro dello stupefacente acquistato, esibisse al venditore il verbale di sequestro, poteva ottenere il rimborso con nuovo rifornimento di sostanza stupefacente a titolo gratuito. Durante le perquisizioni, in un cassetto adibito a cassa, sono stati trovati bigliettini riconducibili a conti e denaro di piccola taglia frutto dell’attività di spaccio.
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