Droga e armi, parte lo scontro dei ricorsi

6 Dicembre 2018

Gli arrestati si appellano al Riesame e rigettano le accuse: «Le intercettazioni non dimostrano i reati»

SAN SALVO. Via allo scontro giudiziario per l’operazione Evelin: mentre proseguono gli interrogatori degli indagati ai domiciliari, i legali degli accusati finiti in manette annunciano il ricorso al tribunale del Riesame. Secondo l’accusa, al vertice della presunta organizzazione di albanesi ci sarebbero Clirim Tafili e Denis Bimi. L’avvocato di Tafili, Giovanni Di Santo, contesta il ruolo apicale del suo assistito, e sottolinea che Tafili sarebbe stato coinvolto solo da alcune telefonate intercettate e si prepara a contestare punto su punto le accuse. Anche l’avvocato Antonello Cerella, legale di Denis Bimi, del padre, Egrem Bimi, di Besmir Sjlia e Bruno Aliu, annuncia un ricorso al Riesame. La battaglia giudiziaria si preannuncia accesa. A giudizio dell’avvocato Cerella non esiste né organizzazione malavitosa, né motivo per il quale Denis Bimi e gli altri suoi assistiti dovrebbero stare in carcere. Non è meno agguerrita l’avvocato Marisa Berarducci che assiste, con il collega Cerella, Denis Bimi e, da sola, Alessandro Ronzullo ed Elvin Tafili, presunto corriere della droga nonché detentore di armi. Cerella e Berarducci definiscono le accuse un castello privo di gravi reati: «I miei assistiti hanno già definito nel corso di un processo la propria posizione. In seguito non ci sono stati più contatti», afferma Berarducci decisa a smontare le accuse. Un’operazione che non sarà affatto facile. Sia il giudice Giuseppe Romano Gargarella che il pm Stefano Gallo hanno annotato in 300 pagine inquietanti particolari. L’auspicio dei difensori è che comunque l’udienza davanti al Riesame venga fissata prima di Natale. (p.c)