Droga e spari fuori da un locale: in 29 finiscono davanti al giudice

Nove albanesi sono accusati di aver aggredito e ferito un buttafuori con una pistola cinque anni fa Ma il gup dovrà esprimersi anche sul traffico di stupefacenti che coinvolge altre venti persone
SAN SALVO. Sfilata di indagati questa mattina nell'aula delle udienze preliminari del Tribunale di Vasto. Davanti al gup Fabrizio Pasquale, infatti, compariranno 29 imputati e altrettanti avvocati difensori. Per nove di loro la posizione è più delicata: sono accusati, infatti, di porto abusivo di arma da fuoco, lesioni personali aggravate e spaccio di sostanze stupefacenti. Diciotto sono accusati soltanto di spaccio; due di favoreggiamento. Il gruppo è finito davanti al giudice a causa dell’episodio che, il 23 giugno 2017, sconvolse San Salvo: un giovane albanese sparò un colpo di pistola contro Walter Cordisco, 34 anni, addetto alla sicurezza del locale El domingo al lido Pachuka, ferendolo a una gamba. Un episodio che sulla riviera sansalvese dopo 5 anni ricordano ancora tutti con sgomento. Nel corso delle indagini, grazie alle intercettazioni telefoniche, gli investigatori scoprirono un importante giro d’affari di droga che impegnava diversi corrieri. Oggi la vicenda sarà ripercorsa in tribunale. Il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, ha chiuso le indagini un anno fa. Cordisco, assistito dall'avvocato Giuseppe La Rana, si è costituito parte civile e l’avvocato ha chiesto 500mila euro di risarcimento per il suo assistito.
GLI INDAGATI
Tra i 29 sotto accusa, la posizione più delicata è quella di Denis Bimi, 31 anni, di origine albanese: secondo gli investigatori sarebbe stato lui a sparare. Gli altri imputati sono Emran Morina, 32 anni, macedone, Ajden Cekorja (27) albanese, Agi Cafi (42) albanese, Costel Blanaru (45) albanese, Albjond Xheka (33) albanese, Arando Yeri (27) albanese, Ardian Tafili (45) albanese, Gaetano Adinolfi, 51enne di Torino, Alessandro Tomasi (43) di Vasto, Elia Tatangelo (33) di Agnone, Giuseppe Lalli (32) di Atessa, Teodora Iacovone (24 anni) di Agnone, Raffaele Iacovone (54) di Agnone, 3 (31) di Agnone, Sabrina Iacovone (27) di Agnone, Barbara Mondano (32) di Termoli, Antonio Di Rocco (39) di Termoli, Cristina Spada (46) di Capua, Carmine Travaglini (31) di Vasto, Stefano Spadaccini (34) di Vasto, Eijlian Cullahhj (33) albanese, Emilio Peluso (56) di San Salvo, Like Llani (35) albanese, Erxhino Uku (39) albanese, Michele Scuccimarra, 58enne di Ortanova, Ciro Di Pietro (39 anni) di Foggia e Viktorija Beniusyte, 31enne lituana.
LA DIFESA I carabinieri identificarono subito il gruppo di albanesi e il presunto sparatore: pretendevano di entrare nel locale nonostante il rifiuto ricevuto all’ingresso. Di fronte al quadro delle accuse, il compito dei difensori non sarà facile: Marisa Berarducci, Antonello Cerella, Carmine Petrucci, Pierpaolo Andreoni, Giovanni Di Santo, Marco Sciascio, Gianni Di Stefano, Concetta Di Stefano, Filippo Di Risio, Marco e Stefano di Lello hanno preparato la difesa e non sono esclusi colpi di scena.
La ricostruzione
Il ferimento dell’addetto alla sicurezza Cordisco avvenne verso mezzanotte. Al Pachuka era in corso un evento musicale e un gruppetto di albanesi stava provando ad entrare. Dopo un iniziale battibecco, uno del gruppo ha estratto da una tasca una pistola colpendo Cordisco ad una gamba. Subito dopo la comitiva si è dileguata. I carabinieri sono riusciti subito a identificarli e rintracciarli e, indagando più a fondo, è saltato fuori anche il giro d'affari legato alla droga. Il ferimento del buttafuori, però, è collegato ad un altro episodio avvenuto in quella zona. Qualche giorno prima, infatti, nello stesso locale, gli albanesi erano stati allontanati dopo aver provocato una lite. Uno sgarbo che, secondo loro, andava punito: il 23 giugno 2017 arrivarono al Pachuka prima in 4, poi in 7 e alla fine in 29. Quel che accadde dopo è cosa nota. Oggi in 29 dovranno giustificare il loro comportamento davanti al giudice. La decisione del gup è attesa in tarda mattinata.

